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Testo unico sul Vino ai raggi x: cosa cambia su controlli e sanzioni/Parte1

Testo unico sul Vino ai raggi x: cosa cambia su controlli e sanzioni/Parte1

Meno burocrazia con il Registro unico dei controlli: in base al ‘principio di raccordo’ nessuna inutile sovrapposizione che rallenti il lavoro in azienda. E per i produttori sanzionati c’è il ‘ravvedimento operoso’.

di Emanuela De Pinto

Approvato il Testo Unico sul Vino dopo un iter durato ben 977 giorni, iniziato a marzo 2014. L’Italia ha oggi una sola legge composta da 90 articoli, che regolamenta e disciplina il settore vitivinicolo del Belpaese, uno dei più redditizi del comparto agroalimentare. Il sì della Commissione Agricoltura della Camera dà il via libera definitivo alla prima legge unitaria per tutelare i piccoli e grandi imprenditori italiani del vino e aumentarne la competitività all’estero.

Un primo punto di forza è che si tratta di un unico riferimento legislativo per produttori, commercianti e consumatori di vino, in modo tale da avere un solo quadro di riferimento valido e chiaro per tutti, che riassume tutta la normativa precedente. Il lavoro dei parlamentari si è concentrato soprattutto sui punti deboli del settore che da tempo richiedevano una revisione, in primis uno snellimento del carico burocratico per le aziende produttrici, ma anche un sistema sanzionatorio più equilibrato, maggiore tracciabilità e trasparenza, e incentivi al recupero dei cosiddetti vigneti storici e dei vitigni autoctoni: perle d’Italia.

Semplificazione: il Registro unico dei controlli (Ruci) e il principio di raccordo

Due le sostanziali novità. La prima è la tenuta dei registri del settore vitivinicolo in forma dematerializzata, già a partire dal 1° gennaio 2017. La seconda è il Ruci (Registro unico dei controlli ispettivi) un archivio informatico nato per evitare la duplicazione dei controlli nelle aziende, che rallenta di fatto l’operatività, e rendere al contempo più efficiente il lavoro degli organismi di controllo. Il Ruci è un sistema in cui finiscono tutti i dati relativi ai controlli effettuati da organi di polizia, di vigilanza, organismi pagatori, nonché da organismi privati autorizzati allo svolgimento di controlli a carico delle imprese agricole. Per ogni controllo contiene: data, anno di riferimento, ente competente, ente esecutore, nominativo del controllore, impresa agricola controllata, settore, tipologia, documentazione controllata o riproduzione elettronica dei verbali, esiti, estremi dei verbali o riproduzione elettronica dei verbali. Il tutto in coordinamento con il Ruci nazionale: prima di effettuare una nuova ispezione ogni pubblico funzionario deve verificare gli esiti dei controlli precedenti,  così da evitare sovrapposizioni e intralcio all’attività d’impresa.

Viene introdotto, infatti, il cosiddetto principio di raccordo tra le diverse autorità che effettuano i controlli nelle aziende agricole. Tutti dovranno condividere l’esito di ogni controllo evitando inutili duplicazioni che di fatto rubano tempo al regolare svolgimento delle fasi di produzione. Per capire l’importanza di questo cambiamento basti pensare che sono oltre 20 i soggetti, dagli addetti alle certificazioni, alle Asl, fino alla forza pubblica, impegnati nel medesimo lavoro di controllo.

LEGGI: VENDEMMIA 2016, LA PRIMA STAGIONE SENZA REGISTRO CARTACEO

Sistema sanzionatorio: il ‘ravvedimento operoso’

Il Testo Unico sul Vino appena approvato dà la possibilità anche a quelle imprese del settore vitivinicolo che siano state oggetto di sanzioni per le irregolarità solo formali (ad esempio le violazioni in materia di dichiarazioni, documenti e registri, come la dichiarazione di giacenza, di vendemmia e di produzione vitivinicola presentate in ritardo), di sanare la propria posizione fiscale con multe di importo agevolato, grazie alla riduzione degli interessi.

Alcune specifiche sanzioni amministrative pecuniarie possono essere ridotte ad un quinto, ad un sesto o ad un ottavo del minimo, in base all’infrazione commessa (Art.85). Il pagamento della sanzione ridotta deve essere eseguito entro il primo giorno lavorativo successivo alla regolarizzazione dell’errore o dell’omissione, e comunicato entro tre giorni lavorativi, mediante PEC o altri sistemi legalmente riconosciuti, all’ufficio territoriale del Dipartimento dell’Ispettorato della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari del Ministero, competente per il luogo in cui è avvenuta l’irregolarità.

CONTINUA… (Domani la seconda parte con le novità in etichetta, nell’uso delle denominazioni e sui vitigni storici)

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