Bacche di Goji, primo convegno e follow up clinico in Umbria

Share

Sabato 9 e domenica 10 maggio a Foligno, dibattito tra medici, ricercatori ed economisti per scoprire le potenzialità del “frutto della giovinezza” che arriva dall’Oriente. Ma è possibile coltivarlo anche in Umbria

di Redazione

goji-berriesProgetto Goji, via al primo convegno umbro. Coltivate da migliaia di anni sugli altopiani asiatici di Cina e Mongolia, e considerate parte importante nella medicina tradizionale d’Oriente, le bacche del Lycium barbarium stanno oggi spopolando anche in Europa, e quindi in Italia. Alcuni lo considerano il frutto dell’eterna giovinezza (i tibetani, ad esempio, che lo mangiano da sempre, sono tra i popoli più longevi al mondo), altri lo elencano tra gli alleati nella prevenzione dei tumori per via del forte potere antiossidante. Quanto c’è di vero, quali sono le reali proprietà di queste bacche rosse, come devono essere mangiate e in che quantità? Due giorni tra scienza, alimentazione, benessere e gusto, in un percorso comune, per approfondire le tematiche sulla coltivazione, l’uso e il consumo delle bacche di Goji.

Doppio appuntamento, sabato 9 e domenica 10 maggio a Foligno, nella Biblioteca Jacobilli di Piazza San Giacomo. Due giornate ideate e organizzate dall’Associazione culturale Gojiunovirgola618, organizzazione senza scopo di lucro che si propone di sostenere la ricerca scientifica su questa pianta e sui suoi frutti, anche attraverso l’accesso ai finanziamenti specifici nazionali e comunitari, e promuovere così una filiera controllata per garantire che sulle nostre tavole finisca un prodotto di qualità, dalle reali proprietà benefiche.

bacche gojiIl convegno, patrocinato dalla Regione Umbria e dall’Università degli Studi di Perugia, prenderà il via sabato 9 alle ore 8:45. Ad aprire il confronto saranno il presidente dell’Associazione Gojiunovirgola618, David Sebastiani, e il medico chirurgo specialista in Malattie Infettive, la dottoressa Elisabetta Schiaroli. Si entrerà poi nel vivo del dibattito con l’intervento del dottor Moreno Finamonti, medico chirurgo, specialista in Microbiologia e Virologia, il quale presenterà al pubblico il primo progetto sulle bacche di Goji in Umbria. Due le sessioni in cui si articolerà il convegno nella giornata di sabato. Nella prima sessione, a partire dalle ore 9:45, l’intervento della ricercatrice del Cnr, la dottoressa Luciana Baldoni, su come riconoscere il vero Lycium barbarum, dal momento che esiste anche un’altra varietà di Goji, il Lycium Chinense, entrambe della famiglia delle Solanaceae, ma decisamente meno pregiata. Si prosegue parlando del valore nutrizionale del Goji, con i professori Tommaso Beccari e Claudia Tubaro dell’Università di Perugia, dell’attività farmacologica dei polisaccaridi di questa pianta con il professor Bernard Fioretti, e del potere antiossidante del Goji con i docenti Giovanni Burini e Samuela Cataldi.

pianta gojiSempre il dottor Finamonti entrerà nel vivo del primo progetto Goji in Umbria presentando il primo follow up clinico sugli aspetti delle bacche di Goji nell’uomo per capire così, dopo un tempo costante di somministrazione, come reagisce il nostro corpo e quali effetti comporta sula nostra salute. A metà mattina, ore 11, la pausa, o meglio il “goji break”. La seconda sessione del convegno verterà più sugli aspetti socio-economici delle bacche di Goji, come l’attuazione della misura 1.2.4 e le prospettive per il programma 2014-2020 della Regione Umbria, con il dottor Giuliano Polenzani e le opportunità del Psr con l’assessore regionale all’Agricoltura Fernanda Cecchini. Si discuterà anche degli aspetti del marketing e del Goj come opportunità di lavoro e investimento, con l’agronomo Ugo Giannantoni e l’architetto Fausto Savini. Infine, la parola al Direttore generale Usl 2, Sandro Fratini, sulle nuove prospettive di salute e lavoro in merito alle bacche di Goji.

Chiusa la tavola rotonda e il dibattito medico-scientifico ed economico, domenica 10 maggio, alle ore 10, si entra nel vivo dell’agricoltura con la visita guidata virtuale alle piantagioni di Lycium barbarum per capire se anche in Umbria è possibile, e in che modo, produrre queste deliziose ‘pillole’ di salute che la natura ci offre.

Share

You might also like More from author

Leave A Reply

Your email address will not be published.