Share
Boom dei vini italiani nel mondo, ma il mercato interno soffre

Boom dei vini italiani nel mondo, ma il mercato interno soffre

Le migliori performance in Usa e Gran Bretagna. Germania in calo, mentre in Russia è vero e proprio flop

di Redazione

Vino italiano nel mondo, è record di vendite. Crescono i numeri dei rossi e bianchi italiani, con un fatturato che nel 2014 ha toccato i 9,4 miliardi per effetto delle esportazioni schizzate a 5,1 miliardi (+1,4%). E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti presentata al Vinitaly di Verona.

Ad apprezzare sempre di più le etichette Made in Italy gli Stati Uniti (+4,4%), che si consolidano come principale mercato di sbocco, anche grazie all’effetto traino di un tasso di cambio favorevole col dollaro. Più 6,1% le vendite in Gran Bretagna, che si classifica al terzo posto dietro alla Germania dove, tuttavia, sembra registrarsi una preoccupante flessione del 4,4%. Vero e proprio flop in Russia dove l’export di vini è in caduta di circa 10 punti percentuali. Responsabile è il crollo del rublo che sta abbassando il potere d’acquisto di Mosca (l’embargo infatti non riguarda gli alcolici, tuttavia con il blocco le esportazioni di prodotti alimentari italiani nel Paese sono crollate del 29%, con una perdita di oltre 230 milioni di euro per le nostre imprese).

Le bollicine, in particolare, fanno la parte del leone. Secondo l’Ovse-Osservatorio economico vini spumanti, l’export di questi vini nel 2014 ha segnato +11,5% rispetto all’anno precedente. Stappati oltre 270 milioni di spumanti italiani all’estero, 143 milioni quelli consumati in Italia, per un giro d’affari complessivo di oltre 3 miliardi di euro.

Il buono stato di salute del mercato vinicolo italiano è stato di recente confermato anche dall’Istituto Grandi Marchi,  l’associazione che riunisce le cantine simbolo dell’enologia italiana. Ma secondo Coldiretti traina anche l’occupazione in agricoltura. Si stima che nel 2014 la viticoltura abbia offerto occupazione ad oltre un milione di italiani, tra lavoratori in vigna, cantine, distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse: dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e formazione alla divulgazione, dall’enoturismo alla cosmetica e al mercato del benessere, dall’editoria alla pubblicità.

Triste constatare che, a fronte degli ottimi risultati all’estero, il vino italiano sia praticamente in stallo sul mercato interno, con un fatturato annuo di 4,3 miliardi.

Leave a Comment