Coldibetto, il vino secondo nuova generazione: dal rispetto per la terra al codice di qualità

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L’azienda è nel territorio della Doc Colli del Trasimeno. Alla guida Elisabetta e suo figlio 21enne, l’uragano Raffaele. Tre etichette: “Verzellino”, “Allegro” e “Terre del Cardinale”

Info in breve:

Azienda agricola Col Di Betto

Loc. Colle Umberto, Perugia – 346.1454558; 335.6362401

Prezzo medio vini: Rossi €€ – Bianchi € (da € a €€€€)

di Emanuela De Pinto

Le cassette sono quasi tutte piene. Tra i filari voci e risate, pochi grappoli ancora da cogliere. Un’uva così piena e rotonda, aromatica e dolce da far dimenticare la fatica. Solo qualche chicco rubato alla raccolta: un irresistibile assaggio. Ultimo scorcio d’estate, prima metà di settembre. Siamo nella vigna dell’Azienda agricola Coldibetto, territorio della Doc Colli del Trasimeno: località Colle Umberto (Pg). Davanti il Monte Tezio, intorno morbide colline, alberi e uliveti. Una vegetazione di circa 3.700 specie diverse ed un clima addolcito dalla vicinanza delle acque del lago umbro.

Primo giorno di vendemmia per il Merlot, già raccolto lo Chardonnay. Ad accoglierci è Elisabetta Bellucci, padrona di casa, insieme ai due figli Giovanni e Raffaelle, 23 e 21 anni. Originari di Gubbio. “Abbiamo acquistato questa azienda nel 1999, con un solo ettaro di vigna, e ne abbiamo piantati subito altri dieci. L’obiettivo è quello di produrre vino, olio, cereali: tutto quello che di buono questa terra può offrire”. In questo viaggio, andiamo alla scoperta dei vini. Solo tre etichette, per “concentrarsi sulla qualità”.

Una premessa: non basta essere viticoltori da tre, quattro, cinque generazioni per fare un buon vino. O per lo meno, non sempre è garanzia di eccellenza. Dipende dalle capacità che si mettono in gioco e dalla voglia di imparare. Di migliorarsi sempre. L’azienda Coldibetto è piuttosto giovane, ma i livelli raggiunti sono già significativi.

Elisabetta si dà un gran da fare, e ad aiutarla per la vendemmia oltre ai figli ci sono circa dieci ragazzi, età media 20 anni. Un modo per ‘impiantare’ in profondità il legame tra questa terra e le nuove generazioni, che lavorano con entusiasmo e impegno. Sono tutti amici di Raffaele, il ‘piccoletto’ di casa. Ma non fatevi confondere: è un vulcano. E’ lui ad occuparsi della vigna, a prendersene cura. Conclusi gli studi al Liceo Scientifico si è dedicato totalmente all’azienda di famiglia. Prima la potatura, ora la vendemmia.

Vigna con certificazione biologica. Niente concimi chimici né trattamenti, se non quelli strettamente necessari e previsti dal disciplinare. Raccolta e lavorazione a mano. Passeggiare qui, nella vigna che si allunga docile in collina, con la grande quercia che ‘sorveglia’ l’uva dalla sommità, è rigenerante. Dieci ettari in cui sono distribuiti sei diversi vitigni: “Quello impiantato da più tempo è il Sangiovese, poi abbiamo coltivato il Ciliegiolo, il Merlot, sotto la quercia c’è il Vermentino, più avanti lo Chardonnay e il Gamay. Quest’ultimo, – spiega Raffaele – frutto di una scelta pionieristica, perché siamo stati tra le prime aziende a impiantarlo quando ancora la maggior parte non credeva nelle potenzialità di questo vitigno. E oggi, invece, sono diverse le cantine che ci chiedono l’uva”.

Tre etichette. “Verzellino”: Umbria Bianco Igp, da uve Vermentino, prodotto per la prima volta nel 2013. Prende il nome da un simpatico uccellino che svolazza qui intorno. Dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, 13 gradi per un gusto morbido e fresco di buona persistenza al palato. Una ricercata semplicità che si abbina a piatti non troppo elaborati, per esempio degli umbricelli al pesce di lago.    

“Allegro”: è il Sangiovese in purezza di casa Col di Betto. Colore rosso granato, basta un assaggio per capire l’amore per questa vigna. Fermentazione e macerazione per 20 giorni, poi in acciaio per 12 mesi e successivo affinamento in bottiglia. Un vino che si lascia invecchiare per dare il meglio di sé dopo qualche tempo, rendendo comunque sempre lo spirito allegro.

“Terre del Cardinale”: Umbria Rosso Igp, 60% Sangiovese e 40% Merlot, vino di punta della cantina Coldibetto. Pieno in bocca, deciso. Dal carattere tannico, profumi fruttati e floreali: l’eleganza nel calice. Ottimo con formaggi stagionati, i salumi della tradizione umbra, ma anche per accompagnare un primo ricco, come può essere una tagliatella al farro fatta in casa, con ragù di chianina.

Il nome dice moltissimo del territorio. L’azienda, infatti, confina con la Villa del Colle del Cardinale, un tempo appartenente alla nobile famiglia Della Corgna. Un patrimonio che nel 1500 si estendeva dal perugino fino alla sponda del lago Trasimeno, su cui si affaccia la Toscana. Essere immersi in un paesaggio così prezioso, è un vanto e al contempo una responsabilità che questa famiglia sente fortissima. L’impegno per preservare tutta questa bellezza è alla base di ogni scelta aziendale.

Nel futuro un’altra creazione: un blend di Sangiovese, Merlot e Gamay, vitigno non autoctono ma riscoperto da alcuni anni proprio nella zona del Trasimeno. La vendemmia 2015 si prospetta ottima, sia in qualità che nelle rese. “Sicuramente – dice Raffaele – raggiungeremo un grado alcolico in più rispetto al 2014, l’uva è perfetta quest’anno”.

La cura e l’amore per i vini Col di Betto è tutta nella vigna, supervisionata dal consulente enologo Mauro Monicchi, professionista del settore che lavora tra Francia e Italia. Un potenziale di produzione di circa 80mila bottiglie, ma non avendo ancora una cantina propria (collaborano con la cantina “Il Poggio” di Anna Gattobigio per la vinificazione, ma il progetto per costruire cantina e sala degustazione è già sulle carte), ad oggi si arriva in media a 20mila.

Il connubio tra tradizione, qualità e innovazione alla Coldibetto è possibile vederlo su ogni bottiglia. “Italia Premium Quality” (www.italiapremiumquality.com) è un portale e un marchio ideato e voluto dalla Coldibetto per l’autentica dei prodotti realizzati in Italia.

E’ un codice che autentica in maniera univoca al mondo quella bottiglia, quella confezione di legumi, quel capo di abbigliamento, evitando sofisticazioni e frodi che tanto danneggiano le produzioni italiane. Tutte le aziende con determinate caratteristiche, vi possono aderire per “autenticare i propri prodotti”, come valido strumento per la promozione e la commercializzazione sia nel mercato italiano che nei mercati mondiali. Fare buon vino, tra tradizione e innovazione, è prima di tutto una questione di mentalità.

www.coldibetto.com

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