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Consigli per le feste. Quattro spumanti umbri da bere a Natale

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Umbria, terra di vini fermi ma anche di bollicine. I consigli del nostro sommelier per scegliere le etichette del territorio e abbinarle ad ogni portata.

di Daniele Tedeschi – Sommelier Ais Umbria

Sinonimo di freschezza e convivialità, le bollicine sono le migliori compagne dei nostri momenti di festa. E l’Umbria, un tempo conosciuta esclusivamente come terra di vini rossi e bianchi fermi, oltre che per l’arte e per i Santi, è da qualche anno nota anche per la sua vivacità creativa nella produzione di spumanti. Una scommessa vinta grazie soprattutto ai produttori della regione che, credendo in quest’avventura, hanno sperimentato sia il Metodo Classico che il Marinotti. Il primo, che permette di ottenere vini di colore intenso e profumi evoluti, con struttura importante e grande longevità; il secondo, invece, che conferisce ai vini colori più delicati e profumi fragranti, con una semplicità gustativa tipica della lavorazione meno articolata.

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Visto che le tanto amate bollicine vengono prodotte in tutta l’Umbria, abbiamo deciso di consigliarvi alcune etichette che raccontano il territorio nella sua essenza e semplicità. Così, partendo dall’aperitivo per arrivare ai secondi, cogliamo l’occasione per approfondire gli abbinamenti cibo-vino, augurandovi un sereno Natale e buon anno nuovo.

Cominciando dall’aperitivo, dove in genere le danze sono aperte da fritture miste a base di verdure, stappate un Brut Millesimato della Cantina Lungarotti. Ottenuto da uve di Chardonnay e Pinot Nero, questo spumante di Torgiano ha un perlage fine, buona intensità olfattiva con evidenti note di frutta e fiori. Ottima acidità nel finale che lascia un piacevole ricordo agrumato.

Passando all’antipasto, in Umbria è impossibile rinunciare ai crostini caldi di tartufo, paté di fegato e salumi di Norcia assortiti. Da provare il Metodo Classico Brut Riesling La Palazzola. Prodotto con l’omonimo vitigno, ha bollicina fine e persistente. Tra i profumi sono mela e melone a dirigere l’orchestra, mentre il coro è composto da gelso e idrocarburi. Un vino lungo, sostenuto da una buona acidità che si chiude sul frutto maturo.

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Via con i primi. Alcuni preferiscono la tradizione natalizia per antonomasia: cappelletti ripieni di carne in brodo di cappone. Gli amanti dei sapori più decisi, lasagna con salciccia e tartufo. In ogni caso, consigliamo il Metodo Classico Decugnano dei Barbi. Uve Chardonnay e Pinot Nero: un vino fresco, elegante e suadente, in cui predominano le note di frutta candita.

Il secondo piatto lo immaginiamo a base di cappone lesso, accompagnato da verdure  e salse, oppure faraona ripiena arrosto. Da provare con il Brut Rosé Scacciadiavoli, azienda di Montefalco che ha sperimentato la spumantizzazione del vitigno autoctono per eccellenza. Sagrantino in purezza, colore rosa scuro. Il perlage è persistente e al naso sono evidenti le note di mela rossa, ma anche pompelmo e crosta di pane. In bocca è vivace, di buona struttura ed equilibrato. Un’ottima scelta per chi cerca la freschezza gustativa del bianco senza rinunciare al carattere di un rosso.

@DanieleTedeschiSommelier

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