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Dal Trentino il burro dei record, presidio Slow Food (fotogallery)

Dal Trentino il burro dei record, presidio Slow Food (fotogallery)

A Expo Milano il panetto di burro più grande del mondo: oltre 100 kg di peso, lungo 80 centimetri e profondo 50. Si recupera così l’antico “Botìro”

di Redazione

Che sia un velo sulla fetta biscottata con la marmellata per la colazione, un ricciolo delicato che accompagna l’acciuga sul crostino, il sapore della semplicità di un muffin fatto in casa, il burro è quell’alimento che ci regala un piacere segreto, quasi peccaminoso, mentre con una mano teniamo il centimetro per misurare il punto vita e con l’altra ci gustiamo le prelibatezze burrose. Basterebbe, invece, ricordare che anche il burro può far bene (all’umore soprattutto): senza esagerare, tutto è concesso.

Specie quando si tratta di una vera eccellenza italiana, prodotto con maestria secondo la tradizione più antica e con materie prime straordinarie, in un ambiente incontaminato. A Expo Milano 2015 ecco il “Burro dei record”: a presentarlo è stato il Trentino Alto Adige, che ha preparato il burro più grande del mondo, dal peso di oltre 100 kg, lungo circa 80 centimetri, profondo 50. Artefice il mastro Adriano Fontana di Canal San Bovo.

Per realizzare lo stampo è stata utilizzata una vasca di legno intagliata dallo scultore trentino Matteo Zeni, mentre la trasformazione della panna in burro è avvenuta una tipica “zangola” a motore degli anni ’70. Il burro sarà utilizzato per la preparazione dei piatti della tradizione locale offerti ai visitatori nella settimana dedicata proprio al Trentino.

Nel dialetto locale trentino, il burro si chiama “botìro” e, ai tempi della Serenissima, il miglior burro in vendita a Venezia proveniva dagli alpeggi di Primiero, tra le vette dolomitiche delle Pale di San Martino e i monti del Lagorai. Si tratta di un prodotto di qualità eccezionale, sia per la ricchezza floristica dei pascoli di queste valli, ricche d’acqua, che per l’accurata lavorazione, che consentiva di ottenere un prodotto conservabile per molti mesi. Una tradizione che negli anni era quasi totalmente persa, ma oggi un Presidio Slow Food si propone di rilanciare la produzione del botìro di malga a panna cruda, limitando la produzione al periodo dell’alpeggio, tra giugno e settembre.

Le zone di produzione di questo burro nella provincia di Trento sono: il Comprensorio di Primiero, ovvero malghe e pascoli nei comuni di Canal San Bovo, Imèr, Mezzano, Sagron-Mis, Siror, Tonadico e Transacqua.

Foto Credits: Daniele Mascolo

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