“Donne, olio e fantasia”, quando la cucina si tinge di rosa e d’oro verde

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Al Podere Le Corone, l’evento ideato dall’agronomo Angela Canale e dall’Ass. nazionale Cuoche a domicilio. Un menù ad hoc per gustare l’olio di tre produttori umbri che, nonostante la stagione, hanno vinto la sfida di tenere alta la qualità

di Emanuela De Pinto

Si cucina come dono d’amore, per passione, per nutrirsi. Cose che rimandano subito al valore di essere madri, mogli, figlie e compagne. E quando lo si fa in un luogo incantato, dove l’occhio si perde tra profumati uliveti e sinuose colline, allora tutto ha un sapore nuovo. Semplicemente più buono. E’ questo lo spirito dell’evento “Donne, olio e fantasia”, ideato dall’Associazione nazionale Cuoche a Domicilio in collaborazione con l’agronomo Angela Canale che, per lavoro e vocazione, gira in lungo e in largo studiando il patrimonio olivicolo italiano, e non solo. Come location una struttura ricettiva di grande fascino: il Podere Le Corone, nei dintorni di Monte Castello di Vibio. Una dimora eretta nel 1601, ridotta a poco più che un rudere, e nel 1995 acquistata e restituita allo splendore dalla famiglia della signora Elvira Nuccio, imprenditori siciliani che hanno creduto nella missione di rendere ai cittadini di questi luoghi un pezzo della loro storia.

La giornata è iniziata con un corso sull’olio tenuto dall’esperta Canale alle 15 cuoche provenienti da tutta Italia. Origini dell’olio, (usato in antichità solo per illuminare!), come riconoscere un buon prodotto, capire le differenze di prezzo giustificate dal modo di lavorare sul campo, dalla raccolta delle olive al tempo giusto (in Umbria entro la prima metà di novembre), dalla qualità del territorio, stagionalità e tipo di clima. Ma soprattutto dalle cure esperte di un bravo frantoiano: capacità di estrazione, niente fermentazione per non causare difetti quali il “riscaldo” e l’“avvinato”, la pulizia del frantoio come prima regola per non contaminare il prodotto. E certo, come insegna l’annus horribilis appena passato, mettere in preventivo anche la mosca olearia e dotarsi in tempo di sistemi (naturali o convenzionali) per far fronte ad un eventuale attacco. Carpita la conoscenza e arrivati gli ospiti, tutti a pranzo!

Un menù “povero” che ha saputo rallegrare il palato dei commensali, seduti ai tavolini in legno, sotto i gazebo, circondati dal verde e dal sole: per primo “friscijdde”, pasta fresca pugliese ottenuta da farina di semola, acqua e sale, condita con erbe di campo e pomodorini; dalla Puglia al Veneto con lo “schissotto”, pane dal sapore ricco per accompagnare peperoni, carciofi e melanzane sottaceto; poi ancora la “minestra maritata”, piatto tipico campano che deve il suo nome al fatto di unire carne e verdure. Cicorie, broccoli e scarole a braccetto con le salsicce piccanti. E ancora, polenta al lardo e polenta mantecata al parmigiano in splendide pentole di rame, la zuppa di fagiolini del Trasimeno, e per finire il dolce che non ti aspetti: ricottina al bicchiere con olio al basilico e con sciroppo alla lavanda.

Ricordatevi, quindi, questa carta da giocare se volete organizzare una cena impeccabile e godervi gli ospiti al tempo stesso: le “Cuoche a domicilio” vi saranno utilissime. Senza i costi di un grande chef (e senza troppe formalità) ma con grande conoscenza, sapranno trasformare la vostra casa in un sorprendente ristorante.

Protagonista sua maestà l’olio extra vergine d’oliva, ovviamente umbro. Tre le aziende agricole che hanno ‘condito’ questa giornata e che si sono distinte per un prodotto eccellente nonostante la stagione disastrosa. Terre di Grifonetto, azienda in località Montemelino, sulla zona del lago Trasimeno, che grazie all’intuizione e alla filosofia aziendale di Angelica Pistelli e di sua figlia Francesca Cassano ha raggiunto un alto livello qualitativo nella produzione di olio. Punto di forza la linea “classica” con un biologico, un blend e un monocultivar. Ma da provare anche gli aromatizzati all’aglio, al peperoncino e al basilico.

Azienda agricola Dante Sambuchi, zona Città di Castello, con i suoi fiori all’occhiello: l’olio “Gentile di Anghiari” da assaporare su una tartare di filetto di manzo e spuma di parmigiano, e il “Borgiona” estratto a freddo, ideale con un risotto ai carciofi o con le animelle arrostite al tartufo bianco. Una delle aziende italiane premiate all’Ercole Olivario e selezionata nella Premium List per Expo 2015.

Azienda agricola Podere Le Corone (la struttura ospitante) che con i suoi 5.500 ulivi sparsi tutti intorno alla struttura ricettiva, produce due Dop, di cui uno biologico vincitore nel 2014 del 1°premio al New York International Olive Oil Competition. Un olio fruttato, dagli intensi sentori di erba fresca e carciofo. Un’etichetta che ormai ha fatto il giro del mondo, ma gustarlo tra le sue piante è un godimento vero.

Olio in primis, ma non solo. Immancabile il brindisi alle donne con i vini dell’Azienda agricola “Montecorneo, 570”, otto ettari di vigneto sugli assolati poggi di Sant’Andrea d’Agliano, affidati oggi a Federico Gallina, quinta generazione della famiglia di vitivinicoltori umbri che affonda le sue radici nel XIX secolo. Per l’occasione, via la ceralacca ad una magnum di “Allius”, Colli perugini rosso Doc, Cabernet Sauvignon in purezza dalle note di ribes nero e gelso. Fresco e brioso il “Leonia”, Pinot Grigio dai forti sentori di pesca.

Una giornata omaggio alla semplicità: come quel filo di perle sul collo di una donna, quel filo d’olio sul pane bruscato.

www.poderelecorone.com

www.terredigrifonetto.com

www.aziendaagricolasambuchi.it

www.montecorneo570.it

www.associazionenazionalecuocheadomicilio.it

(A cura di BrandPress)

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