Viaggio a Expo, le tracce dell’Umbria nel Padiglione del Vino

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Saperefood visita l’Expo. Il Padiglione del Vino: 2500 anni di storia e oltre 1300 etichette. Le cantine umbre sono 29, scopri quali (gallery)

di Redazione

Storia, cultura e percezioni sensoriali. In una parola: vino, biglietto da visita del Made in Italy nel mondo. Fare un giro a VINO-A Taste of Italy, il padiglione di Expo dedicato alle aziende vitivinicole, dà il senso del successo di alcune delle più importanti imprese del vino italiano (e dell’Umbria). Dopo il focus sul Padiglione Zero, SapereFood visita lo spazio dedicato agli enoappassionati.

Intanto qualche numero. Solo tra maggio e giugno, i primi due mesi di apertura del Padiglione all’interno dell’Esposizione universale di Milano, questo spazio ha accolto circa 450mila i visitatori, dei quali il 20% esteri, provenienti soprattutto dalla Cina. Segno che i mercati internazionali, le cui preferenze sono in continuo mutamento, ancora oggi dicono vino e pensano Italia.

Il Padiglione è un percorso interattivo articolato su 3 piani. Dalla Domus Vini al piano terra, dove si scoprono oltre 2500 anni di grandi rappresentazioni del vino nella storia, in un percorso sensoriale che celebra il vino e la biodiversità dei vigneti italiani; fino alla Terrazza, in cui sono organizzati gli eventi (clicca qui per il calendario eventi in programma ad agosto); passando per il piano centrale dedicato alle degustazioni, la Biblioteca del Vino. Qui i sommelier dell’Ais guidano i visitatori alla scoperta di mille e più etichette, sintesi di oltre 500 vitigni autoctoni. Ma ci si può anche far condurre dall’App-VINO per smartphone e tablet, che seleziona automaticamente i vostri vini preferiti attraverso un profilo personalizzabile. Complessivamente sono 750 le aziende italiane che propongono i loro prodotti, con un’offerta di circa 1360 etichette. All’interno dell’area “tasting” anche uno spazio curato da Assodistil dedicato alle grappe italiane, con 72 bottiglie a rappresentare il meglio della produzione tricolore.

La presenza dell’Umbria – non poteva essere altrimenti – imprime un segno profondo all’interno del Padiglione del Vino a Expo2015. Prima di tutto perché la realizzazione dello spazio, a cura del Mipaaf e di Veronafiere-Vinitaly, è stata guidata da un Comitato scientifico presieduto dall’umbro Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi e figura chiave nella produzione di numerose etichette della regione. In secondo luogo, per l’importante contributo storico e culturale della Fondazione Lungarotti, che al piano terra ha esposto alcuni dei preziosi reperti archeologici del Museo del Vino di Torgiano. Infine, per la partecipazione di alcune tra le più importanti aziende vitivinicole del nostro territorio: sono 29, con oltre 30 etichette (qui l’elenco completo).

“L’Expo rappresenta un palcoscenico unico per le nostre realtà economiche e turistiche”, dice il Direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani. “Il vino è strumento d’incontro tra culture e operatori di tutti i settori, e in tal senso abbiamo già creato contatti e rapporti di collaborazione con i rappresentanti di altri padiglioni presenti ad Expo, come ad esempio Cina, Stati Uniti e Kazakistan, con i quali stiamo portando avanti importanti ragionamenti per le produzioni agroalimentari  del Made in Italy”.

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