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Guerra alla mosca. Le buone pratiche per produrre un olio di qualità

Guerra alla mosca. Le buone pratiche per produrre un olio di qualità

Tutto ciò che il produttore di extra vergine deve sapere per difendere gli olivi dal parassita. Monitoraggio, diagnosi e trattamenti.

di Redazione

Caduta dei frutti, perdita della polpa, aumento dell’acidità dell’olio, diminuzione dei polifenoli e sapore alterato. Sono i gravi danni alle olive e all’olio extra vergine che sono causati dalla temuta mosca olearia, il parassita che attacca gli olivi a partire dai mesi più caldi dell’anno.

Più volte abbiamo parlato di come possono difendersi gli olivicoltori che intendono produrre olio di qualità. Come ogni anno, anche il Consorzio Olio Dop Umbria diffonde ai propri iscritti un vero e proprio vademecum, redatto con la collaborazione del Servizio fitosanitario della Regione Umbria, che può essere molto utile a tutti i produttori.

SCARICA IL VADEMECUM

“Al momento – comunica il Consorzio – la presenza della mosca non assume, se vista a livello regionale, la condizione di elevato rischio, ma ciò non toglie che, in alcune zone più umide, nelle valli chiuse e poco ventilate e negli oliveti di pianura, le condizioni meteo possano essere talmente favorevoli all’insetto da dover intervenire”.

Vediamo in sintesi i passaggi fondamentali:

– Prima di tutto è essenziale il monitoraggio della mosca con trappole cromotropiche e/o a ferormoni e il campionamento sulle drupe per verificare l’eventuale infestazione. Intervenire inoltre  sulle piante con prodotti rameici durante le prime ore del mattino .

– Per una “diagnosi precoce” è utile raccogliere alcune foglie apparentemente sane dall’olivo, immergendole poi  per 3 minuti in una soluzione di soda caustica al 5%. Quest’ultima, reagendo con i fenoli presenti nella foglia, dà origine a un imbrunimento della lamina laddove questa è interessata dal fungo. Si può così conoscere in anticipo la presenza dell’infezione che, a causa del suo lungo periodo d’incubazione, si sarebbe manifestata solo nei mesi successivi. I prodotti consigliati sono Ossicloruro di rame (come preventivo), Idrossido di rame (per un’azione preventiva più immediata) e Dodina (prodotto per la cura, non ammesso per l’agricoltura biologica).

– Eliminazione dei “succhioni”. Sulle piante che sono state sottoposte a un’energica potatura, oppure su quelle che sono state particolarmente aiutate con le concimazioni, potrebbe manifestarsi la necessità di ripulire l’interno della chioma asportando i nuovi getti che crescono vigorosi in verticale.

 – Concimazioni fogliari al fine di sostenere la fase di ingrossamento della drupa e di successiva  inolizione.

A questo link è possibile infine seguire i bollettini fitosanitari della Regione Umbria e scaricare il software per il monitoraggio.

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