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Il Brunello secondo Gardini. Dalla potenza all’eleganza, una verticale memorabile

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Degustazione di altissimo livello a Vini nel Mondo. Nei calici le migliori annate della Tenuta Nuova – Cantina Casanova di Neri

di Filippo Benedetti Valentini

Grande vino, grande degustazione. Tendenzialmente assiomatico, garantito se a dare la marcia in più è un grande sommelier come guida. Vini nel Mondo 2015, evento imperdibile per gli eno-appassionati, ha proposto una verticale degna della splendida cornice della Rocca Albornoziana di Spoleto. Titolo impossibile da mettere in discussione: “Un Brunello di Montalcino memorabile“.

Due i protagonisti dell’evento. Da una parte l’etichetta Tenuta Nuova della cantina Casanova di Neri, con il giovane vignaiolo Giovanni Neri a rappresentarla (23 anni). Un brand toscano che colleziona importanti riconoscimenti nazionali e internazionali, considerato “un’icona del Made in Italy che detta legge sul mercato del vino”. Dall’altra, il titolare di questa affermazione, Luca Gardini, una delle punte di diamante della critica enologica italiana, talento insignito nel 2010 del titolo di Miglior Sommelier del Mondo.

Prime informazioni da tenere a mente: questo vino è prodotto da sole uve Sangiovese ed è tra i più longevi che esistano. Riposa in piccole botti di rovere per 30 mesi e affina in bottiglia per almeno 18. Le annate in degustazione: 1998, 2007, 2008, 2009, 2010 e 2011. Perché quando si fa una verticale bisogna “capire l’annata“. Ovvero le condizioni in cui è stato prodotto un vino e quanto queste hanno influito sul prodotto che finisce nel bicchiere.

Si parte. 1998, stagione di grandi escursioni termiche, per Gardini “annata dark“: profumi dirompenti di visciola e ciliegia matura, terra umida e olio di salamoia. Finale mandorlato e amarognolo in bocca, quasi balsamico, che lascia una patina salata sulla lingua. Da qui la sua ottima bevibilità. 2007, per questo Brunello è l’anno della potenza. Un vino dai forti aromi speziati (zenzero e noce moscata), con tannini ancora vivi e di particolare acidità. 2008, annata della bevibilità. Qui predominano invece naso di anice stellato e frutta a polpa gialla, mentre in bocca tannini acidi e meno terrosi della ’98, con un tocco limonato: è l’annata “sweet”. Si prosegue con il 2009, anno dell’eleganza. Naso floreale, con geranio e mora, mentre in bocca stupisce con insolite note di cacao, mandorla e rabarbaro.

Ma il treno che travolge è la 2010, annata che sintetizza in un solo calice tutte le precedenti. Un vino “cremoso”, compatto, denso, di straordinario equilibrio ed eleganza. Non a caso si è aggiudicato il punteggio massimo (100/100) di “The Wine Advocate”, la pubblicazione di Robert Parker, considerato il più importante critico enologico al mondo. Un vino di grande struttura che, se conservato nel giusto modo, può durare 50 anni. Chiusura d’eccezione con la 2011, annata non ancora imbottigliata e servita in anteprima proprio a Vini nel Mondo, dalle note di melograno al naso che lasciano già trapelare buona eleganza.

“Ormai nel mondo del vino – ha detto Luca Gardini alla fine della verticale – non c’è più niente da scoprire, solo da tutelare. Bisogna farlo con l’unione tra produttori, un lavoro per valorizzare le persone straordinarie e i grandi sacrifici che sono dietro alla produzione di ogni bottiglia di vino. Ora, al ristorante o al bar, godetevi una bottiglia di buon vino. Con persone che ridono, scherzano e si emozionano”.

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