L'informazione agroalimentare in Umbria

In vigore la nuova etichetta alimentare, cosa cambia punto per punto

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Nuova tabella nutrizionale, caratteri più grandi, indicazione di sostanze allergizzanti e dei grassi utilizzati nella trasformazione. Sul sito del Mipaaf un questionario per proporre modifiche

di Redazione

Nuova etichetta sui prodotti alimentari. Dal 13 dicembre scorso è entrata in vigore la nuova legge europea sulla fornitura di informazioni sugli alimenti e bevande ai consumatori. Molte le novità scattate con il Regolamento Ue 1169/2011, tra le quali caratteri più grandi, informazioni più dettagliate, più chiarezza sulle sostanze che possono provocare allergie o intolleranze.

Già prima dell’entrata in vigore del Regolamento il dottor Piero Macellari, dirigente veterinario dell’Asl numero 1, ci aveva anticipato in un’intervista alcune novità. Ora ci siamo, dunque vediamo cosa cambia, punto per punto.

Gli alimenti confezionati devono avere una tabella nutrizionale con sette elementi (valore energetico, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, proteine, zuccheri e sale) riferiti a 100 g o 100 ml di prodotto, che potrà essere affiancata dai dati riferiti ad una singola porzione. Le indicazioni obbligatorie devono essere scritte in etichetta con caratteri più grandi e chiari, con una dimensione minima di almeno 1,2 mm (o 0,9 nel caso di confezioni piccole), così da essere leggibili anche per i più anziani. La data di scadenza deve essere riportata su ogni singola porzione preconfezionata e non più solo sulla confezione esterna. Più sicurezza per chi soffre di allergie alimentari: con la nuova legge, infatti, le aziende sono obbligate a indicare le sostanze allergizzanti o che procurano intolleranze (come derivati del grano e cereali contenenti glutine, sedano, crostacei, anidride solforosa, latticini contenenti lattosio) con maggiore evidenza rispetto alle altre informazioni, ad esempio sottolineandole o mettendole in grassetto nella lista degli ingredienti. Indicazioni anche a tutela dei bambini e delle donne in gravidanza, con la previsione di avvertenze particolari per determinati alimenti contenenti caffeina.

Ancora. Con la nuova etichetta non sarà più possibile nascondere grassi a basso costo, (tipo palma, cocco e cotone) con le generiche diciture “oli vegetali” e “grassi vegetali”: sarà obbligatorio indicare in modo specifico il tipo di olio usato per il confezionamento degli alimenti. Inoltre, se i grassi utilizzati sono stati idrogenati, bisognerà indicare se “totalmente” o “parzialmente idrogenato”.

Devono essere specificati con accuratezza i trattamenti subiti dal prodotto o anche dall’ingrediente e non è possibile usare il termine “latte” se si usa latte in polvere o proteine del latte. Nel caso della carne e del pesce congelati, occorre indicare la data di congelamento, mentre nel caso di alimenti che sono stati congelati prima della vendita e sono venduti decongelati, la denominazione dell’alimento è accompagnata dalla designazione “decongelato”.

Nuova musica anche per le informazioni riguardanti il produttore. Tra quelle obbligatorie, oltre al nome, deve esserci l’indirizzo del responsabile dell’alimento, ossia l’operatore (o la ragione sociale) che commercializza il prodotto. Tale indicazione non va confusa con quelle dello stabilimento di produzione, obbligatoria per la norma nazionale ma che ora diventa facoltativa, apponibile con l’unica accortezza di non ingenerare confusione nel consumatore stesso rispetto all’indicazione obbligatoria del nome e dell’indirizzo del soggetto responsabile dell’etichettatura.

Infine, dal prossimo aprile 2015, dovranno essere indicati in etichetta luogo di allevamento e macellazione di carni suine e ovi-caprine, come avviene da anni per le carni bovine dopo l’emergenza “mucca pazza”.

“Nel nuovo regolamento ci sono delle novità importanti che vanno nella direzione giusta”. Così il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, all’indomani dell’entrata in vigore della nuova normativa europea. “Per noi garantire un’informazione corretta e adeguata ai consumatori – ha dichiarato – è una questione cruciale e per questo in Italia vogliamo andare ancora oltre, in particolare sull’origine delle materie prime. Con questo obiettivo, dal 7 novembre scorso, abbiamo aperto sul sito del Ministero una consultazione pubblica per sapere cosa i cittadini vogliono leggere sull’etichetta. Il sondaggio sarà aperto fino a fine gennaio e sono già 15mila le persone che hanno dato le loro risposte. Le useremo per proporre a Bruxelles nostre norme nazionali che rafforzino ancora la tutela del consumatore”.

Sul sito del Mipaaf (http://93.51.221.52/consultazione4622889111448.aspx) è possibile compilare il questionario composto da 11 domande, esprimendo così la propria opinione e dare un indirizzo alle future scelte politiche e legislative del Governo in materia di etichetta alimentare. La consultazione, riferisce il Ministero, è finalizzata ad accelerare l’attuazione della legge sull’etichettatura in linea con le nuove norme comunitarie.

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