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Legge di Stabilità. Sgravi fiscali e contributi per le imprese agroalimentari

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Sgravi per assunzioni a tempo indeterminato, anticipi sui fondi Pac, aiuti per indigenti e settore lattiero caseario. Ora il provvedimento dovrà essere approvato da Montecitorio

di Redazione

Sgravi contributivi per le aziende agricole, anticipi sui fondi Pac, creazione del Fondo Latte Qualità, 30 milioni di euro per il finanziamento della cassa integrazione in deroga nel settore della pesca e un Fondo per gli indigenti. Sono le misure contenute in un maxiemendamento alla Legge di Stabilità, presentato dal Governo e approvato dal Senato, che introducono interventi a sostegno del settore agroalimentare.

Ora il provvedimento dovrà tornare alla Camera per l’approvazione definitiva da parte del Parlamento. Intanto, vediamo quali sono le novità introdotte dalla manovra nel dettaglio.

Sgravi contributivi per le aziende agricole. Destinati 45 milioni di euro per il periodo 2015-2019 per sgravi contributivi alle aziende agricole, con l’intento di incentivare nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato. In particolare, vengono estese le misure per gli sgravi contributivi relative alle assunzioni a tempo indeterminato (esonero totale del versamento dei contributi per i nuovi assunti a tempo indeterminato per 36 mesi fino a un massimo di 8.060 euro annui per lavoratore) che, nel testo originario, prevedevano l’esclusione del settore agricolo. Tale incentivo riguarderà i lavoratori agricoli che nell’anno precedente siano stati assunti con contratto a tempo determinato con un minimo di 250 giornate di lavoro.

Rafforzato il ruolo dell’Ismea, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare. L’ente pubblico potrà erogare in anticipo gli aiuti Pac agli agricoltori che ne faranno richiesta. Oggetto della cessione potranno essere quindi quei crediti maturati (quelli per cui la domanda di concessione dell’aiuto alla Commissione sia già stata accolta), dovutamente certificati da gli Organismi pagatori.

Fondo Latte Qualità. Prevista l’istituzione di un Fondo per gli investimenti nel settore lattiero caseario, attraverso il sostegno alla produzione con una dotazione finanziaria di circa 110 milioni di euro (8 milioni per il 2015, 50 milioni di euro all’anno per il 2016 e 2017). Obiettivi della misura sono l’incremento della longevità degli animali, il miglioramento del loro benessere, lo studio della resistenza genetica alle malattie, il rafforzamento della sicurezza alimentare e la riduzione dei trattamenti antibiotici. Alle imprese che aderiranno al piano verrà concesso un contributo secondo le regole del ‘de minimis’, quindi fino ad un massimo di 15mila euro per le aziende agricole e fino ad un massimo di 200mila per le aziende che, oltre alla produzione primaria, trasformano e commercializzano il prodotto. Saranno previste ‘corsie preferenziali’ per le imprese condotte da giovani e per quelle delle zone montane.

Fondi per la pesca e per gli indigenti. Confermate le risorse pari a 30 milioni di euro per il 2015 per il finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga nel settore della pesca. Inoltre, una dotazione finanziaria di 12 milioni di euro per il Fondo nazionale indigenti gestito da Agea con la collaborazione degli Enti caritativi.

“Con l’istituzione del Fondo Latte Qualità – ha dichiarato il Ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina – passiamo dalle parole ai fatti, stanziando 110 milioni di euro che serviranno per interventi volti al miglioramento del prodotto italiano. Abbiamo esteso ulteriormente gli sgravi contributivi per le aziende agricole e consentito all’Ismea di anticipare i fondi europei alle imprese, come succede in altri Paesi europei. Non facciamo mancare il nostro sostegno anche al settore della pesca, con la conferma di 30 milioni di euro per il finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga”. Poi ha concluso: “Con una dotazione finanziaria più ampia del fondo indigenti poi, avremo la possibilità di mettere in campo più azioni per dare risposte concrete a 6 milioni di cittadini in difficoltà nel nostro Paese, perché l’assistenza alimentare è un dovere del Governo”.

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