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Lenticchia, tutti i pregi della Igp di Castelluccio di Norcia

Lenticchia, tutti i pregi della Igp di Castelluccio di Norcia

Coltivata solo nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, questo prodotto tipico è uno dei legumi italiani più pregiati. Scopriamo disciplinare, caratteristiche e proprietà nutrizionali.

di Filippo Benedetti Valentini

Il chicco di piccole dimensioni e la colorazione, che varia dal verde al marroncino fino al tigrato, non sono gli unici elementi che distinguono la Lenticchia di Castelluccio di Norcia da tutte le altre. L’unicità di questa delizia tipica dell’Umbria sta soprattutto nel territorio in cui viene prodotta, nelle sue proprietà nutrizionali e anche nella facilità con cui si può cucinare.

Coltivato esclusivamente all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, questo legume di origini asiatiche è la sintesi del rapporto profondo tra la cultura contadina della Valnerina e la sua gastronomia “povera” ormai famosa in tutto il mondo. Per questo nel 1997, su richiesta dei produttori, ha ottenuto il bollino europeo di Indicazione Geografica Protetta (Igp), dotandosi così di un disciplinare di produzione che la identifica e la salvaguarda da eventuali frodi o contraffazioni.

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L’unicità del territorio

L’originale Lenticchia di Castelluccio di Norcia Igp può essere prodotta solo sull’altopiano di Castelluccio, a oltre 1400 metri di altitudine. Un piccolo fazzoletto di terra di soli 20 chilometri quadrati, a cavallo tra i comuni di Norcia e Castel Sant’Angelo sul Nera (Macerata, Marche) che, in epoca preistorica, era il bacino di un grande lago. Per questo ancora oggi il terreno della “Piana” è argilloso, naturalmente ricco di minerali e sostanze organiche che nutrono costantemente le coltivazioni. Ma non è tutto. La conformazione della vallata accentua alcune caratteristiche del clima della Valnerina. L’altitudine, infatti, comporta inverni rigidi e gelate primaverili ma, al tempo stesso, temperature estive particolarmente alte dovute a una forte incidenza dei raggi UV: condizioni climatiche irripetibili che conferiscono al prodotto le sue tipiche caratteristiche organolettiche.

La coltivazione

Le tecniche colturali sono le stesse da centinaia di anni. Prima di tutto, nessun impiego di sostanze chimiche, vista l’eccezionale resistenza della lenticchia ai parassiti. La preparazione del terreno alla semina, mediante aratura ed erpicatura, avviene tra marzo e maggio. Poi, una volta seminata in primavera, a giugno la lenticchia sboccia, colorando tutta la Piana con la “Fioritura di Castelluccio”. La raccolta avviene a luglio. Le piogge abbondanti e il freddo autunnale accorciano il periodo della maturazione del legume, dunque i produttori devono lavorare seguendo un calendario molto più serrato rispetto a quelli di altre zone. Secondo il disciplinare, la produzione di Lenticchia di Castelluccio di Norcia Igp può essere al massimo di 800 chili per ettaro.

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Proprietà nutrizionali e cucina

Ma questa lenticchia ha anche delle ottime qualità nutrizionali. Povera di grassi e ricca di proteine, può sostituire la carne se cucinata insieme ai cereali. Contiene inoltre vitamine (in particolare la vitamina PP), fibre e sali minerali come ferro, potassio e fosforo. Un’altra caratteristica tipica di questa lenticchia è la buccia fine che, a differenza delle altre varietà e in generale degli altri legumi, permette una cottura veloce senza l’ammollo. L’ideale è immergerla in acqua fredda e portarla a ebollizione per circa 20-30 minuti, aggiungendo dadini di carota, sedano e aglio, ottenendo così una zuppa densa da servire su fette di pane abbrustolito con un filo di olio extra vergine di media intensità. Ma può essere anche passata con un mixer per ottenere una crema da sevire con pesce di lago. E’ inoltre una lenticchia che non scuoce dunque, anche se cotta oltre il necessario, rimane soda e gradevole al palato.

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