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Nuovo Psr: l’Umbria punta sull’agricoltura innovativa. Tavolo Verde alla Regione

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Il punto sullo stato dell’arte del nuovo Piano. Previsti  876 milioni destinati a ricerca, infrastrutture, servizi e sostenibilità

di Redazione

Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020, bandi entro la prossima primavera. La rassicurazione è arrivata dall’assessore all’Agricoltura della Regione Umbria, Fernanda Cecchini, che martedì 23 dicembre, a Perugia, ha convocato il ‘Tavolo Verde’ dell’agricoltura al quale hanno partecipato tutte le associazioni di categoria dei coltivatori.

La riunione è stata l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte del nuovo Psr che, è stato ricordato, prevede per la nostra regione 876 milioni di euro destinati al sostegno delle imprese che si distinguono per innovazione e competitività.

L’Umbria, ha spiegato l’assessore, è stata la seconda regione ad aver presentato il Piano a Bruxelles (dopo la Lombardia), e ha ottenuto un incremento significativo della dotazione finanziaria grazie al successo attuativo del Programma che si sta chiudendo. “Agli uffici di Bruxelles, abbiamo illustrato come l’Umbria abbia operato bene, raggiungendo nel mese scorso l’obiettivo di spesa fissato per il 2014, con un avanzamento della spesa pubblica del ‘Psr’ di oltre il 73%, che raggiungerà un avanzamento superiore ai 610 milioni di spesa pubblica complessiva, pari a circa il 78% del totale disponibile, che verrà utilizzato integralmente entro la fine del 2015, ponendoci ai primissimi posti tra le regioni italiane”.

Questi i punti principali della nuova programmazione, illustrati nel corso dell’incontro. Il nuovo Psr è caratterizzato da una dimensione innovativa, accresciuta grazie ad un cofinanziamento regionale molto elevato (149 milioni di euro in 7/9 anni). Con l’attribuzione di quasi il 12% di risorse alle imprese innovative, l’Umbria scommette sull’agricoltura che investe in ricerca. Grande attenzione sarà riservata ai progetti settoriali che costituiscono autentiche scommesse in termini di competitività per la nostra regione: zootecnia, vino, tabacco, olio e cereali.

Il Programma, inoltre, favorisce la competitività con un intervento sulla ‘banda larga’ e sulle reti di infrastrutture e servizi. Altro punto importante è la tutela dell’ambiente. I Regolamenti europei, infatti, pretendono che almeno il 30% delle risorse sia destinato alla sostenibilità e l’Umbria, è stato riferito, è a quota 40%.

“Lo Sviluppo Rurale – ha concluso Cecchini – rappresenterà ancora di più una grande opportunità per l’Umbria, non solo per le dimensioni finanziarie del Programma che va ad aggiungersi alle risorse per gli aiuti diretti della PAC, ma anche perché sembra particolarmente appropriato per sostenere la vitalità di gran parte del territorio rurale in termini sia economici che sociali. Occorre dunque mettere in campo grandi innovazioni per cogliere tutte le opportunità di una sfida decisiva per il futuro dell’Umbria”.

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