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Olio, Conferenza Stato Regioni approva il Piano da 32 milioni per rilanciare il settore

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Il Piano Olivicolo Nazionale prevede misure per incentivare le coltivazioni tradizionali, promuovere la ricerca, valorizzare la qualità certificata e il sostegno all’aggregazione degli operatori.

di Redazione

Extra vergine, approvato oggi in Conferenza Stato Regioni il primo Piano Olivicolo Nazionale (Pon). Il provvedimento, previsto dal decreto 51 del 2015 per il rilancio dei settori agricoli in crisi, prevede misure che puntano all’incremento della produzione nazionale di olive e olio extra vergine di oliva, alla promozione e valorizzazione dei prodotti e a una più forte organizzazione della filiera nazionale.

Il Piano, che si era reso necessario per far fronte al calo della produzione di olio degli ultimi anni, crollata da 550mila tonnellate del 2010 alle 302mila del 2015, prevede un investimento di 32 milioni di euro nel triennio 2015-2017 per aiutare la riorganizzazione del settore. Un comparto costituito da circa 900mila aziende olivicole che, producendo un giro d’affari di 3 miliardi di euro, rappresentano il 3% del fatturato totale dell’agroalimentare italiano.

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Queste, nel dettaglio, le misure comunicate dal Ministero dell’Agricoltura:

  • Incremento della produzione nazionale di olive e di olio extra vergine di oliva attraverso la razionalizzazione della coltivazione degli oliveti tradizionali, il rinnovamento degli impianti e l’introduzione di nuovi sistemi colturali. Il tutto senza accrescere la pressione sulle risorse naturali, in modo particolare l’acqua;
  • Promozione dell’attività di ricerca per migliorare l’efficienza dell’olivicoltura;
  • Iniziative di valorizzazione del Made in Italy e delle classi merceologiche di qualità superiore certificate, attraverso interventi per la promozione del prodotto sul mercato interno e su quelli internazionali;
  • Recupero varietale delle cultivar nazionali di olive da mensa in nuovi impianti olivicoli integralmente meccanizzabili;
  • Sostegno dell’aggregazione economica degli operatori della filiera olivicola, in conformità alla disciplina  delle trattative contrattuali nel settore dell’olio d’oliva prevista dal regolamento europeo n.1308 del del 17 dicembre 2013.

“Con l’approvazione del Piano Olivicolo Nazionale – ha affermato il ministro Maurizio Martina – iniziamo a definire una strategia produttiva che mancava da troppi anni in Italia. L’obiettivo condiviso con tutta la filiera è migliorare sotto il profilo della qualità e della quantità. Abbiamo deciso di investire 32 milioni di euro per aiutare la riorganizzazione del settore olivicolo e oleario italiano, con un piano che potrà essere ulteriormente supportato con le risorse regionali dello sviluppo rurale”.

Immediato il plauso dei rappresentanti dei produttori. Tra questi Assitol, associazione degli industriali dell’olio, secondo cui “il Pon fornirà risorse per l’ammodernamento dell’olivicoltura italiana e, soprattutto, renderà possibile l’aumento della quantità di olio prodotta in Italia. Ora il rilancio del comparto olivicolo-oleario è finalmente una possibilità concreta e si può finalmente pensare al raddoppio della produzione nazionale, insufficiente rispetto al fabbisogno nazionale”. Dello stesso parere Coldiretti: “Si apre un percorso di crescita del vero Made in Italy nel mondo, dove i consumi di extra vergine sono praticamente raddoppiati in una sola generazione con un balzo del 73% negli ultimi 25 anni. Facendo leva sul Piano Olivicolo – ha detto il presidente Roberto Moncalvo – sarà possibile soddisfare la crescente fame d’Italia nei mercati internazionali e difendere i consumatori italiani e stranieri dal rischio degli inganni del falso prodotto italiano”.

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