Tuesday 21st February 2017,
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Quanta carne consumiamo in Italia? Ce lo dice l’Osservatorio di Agriumbria

saperefood 14 febbraio 2017 Carne & Pesce, Eventi, Prodotti Tipici
CARNE

Lo studio verrà presentato durante la Mostra nazionale dell’agricoltura, zootecnia e alimentazione. Saldo positivo (+26,8%) per la carne avicunicola e negativo per bovino (-13,6%) e suino (-24,7%).

di Redazione

Mangiamo sempre meno carne e preferiamo quella bianca di pollo e tacchino. Ma non rinunciamo agli insaccati, salumi e prosciutti che siano. Qualcosa da rivedere nella nostra alimentazione allora c’è, ma la carne che scegliamo di acquistare e che arriva sulle nostre tavole è sempre più italiana, e questa è già una buona notizia. Per fare chiarezza su produzione e consumi del settore quest’anno ad Agriumbria, la grande Mostra nazionale dell’agricoltura, zootecnia e alimentazione, che torna dal 31 marzo al 2 aprile nei padiglioni fieristici di Bastia Umbra, verrà presentato un importante strumento: l’Osservatorio sul consumo nazionale di carne.

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“Una novità che vogliamo presentare in occasione della prima giornata di fiera con un vero e proprio rapporto – ha spiegato Lazzaro Bogliari, presidente di Umbriafiere – che ancora in Italia non c’era e che abbiamo pensato perché la nostra fiera ha come core business quello delle carni di qualità, settore che, in controtendenza col calo dei consumi generali di carne, è cresciuto”. L’allevamento rappresenta, infatti, un settore importante per l’agricoltura e una fiera come Agriumbria che vuole essere il punto di riferimento del mondo agricolo dell’Italia centrale non può non dedicare spazio all’allevamento e alla carne. Il segmento, nel 2015 ha registrato un calo degli acquisti di carne a valore (-5,4%) e a volume (-3,2%), mentre cresce il segmento degli elaborati di carne rossa e bianca (+3% a volume) e si consolida il segmento degli avicoli, che nel quinquennio 2009-2014 registra un incremento della spesa da parte delle famiglie italiane del 10%, superiore alla crescita della spesa per la carne suina (+4,1%)”.

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Secondo gli ultimi dati nazionali, dunque, spending rewiew e convinzioni salutistiche hanno portato 3 italiani su 4 a cambiare abitudini per una minore spesa di scorta e una crescente attenzione alle promozioni, +2,1%. Ovvero si è comprato di meno e a minor prezzo. A parziale compensazione, si registra la ripresa delle macellazioni di carni italiane, visto il calo delle importazioni, -4,2%. Anche nel 2016 l’andamento ha rispettato il trend registrato da Ismea-Nielsen con il calo dei consumi di carne bovina fresca del 4,8% a volume che corrisponde ad un calo del 6,8% della spesa. Per quanto riguarda le previsioni del 2017 rimarrà sostanzialmente stabile il consumo di carne avicunicola (da 7,54 a 7,61 atti di consumo dichiarati al mese), mentre potrebbe subire una flessione la carne suina (da 4,95 a 4,63) e quella bovina (da 6,47 a 5,74). La propensione al consumo di carne cambia, con un saldo comunque positivo (+26,8%) per quella avicunicola e negativa per bovino (-13,6%) e suino (-24,7%).

Tutti i dati completi verranno presentati e discussi durante l’edizione numero 49 di AgriUmbria, che si preannuncia ricca di appuntamenti. Non solo una fiera, ma momento di riflessione sul futuro del settore agroalimentare.  

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