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Rosa dei Vini, per uscire dalle solite rotte enonautiche e imbarcarsi nella cena perfetta

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Sosta al ristorante-enoteca di Castel Ritaldi, dove il sommelier Claudio Ciotti ci guida alla scoperta dell’abbinamento tra piatti estrosi ma tradizionali ed etichette non convenzionali. Il venerdì è dedicato agli eventi, per conoscere i produttori e le loro chicche.

 

Info in breve:

Rosa dei Vini  – Enoteca/Ristorante

Piazza Partigiani, 14 La Bruna di Castel Ritaldi (Pg) – 3473446266

Prezzo medio (da € a €€€€): €€ – Aperto tutti i giorni aperitivo e cena, tranne martedì

 

di Filippo Benedetti Valentini

Quella di Claudio Ciotti è una storia impressa nel Dna. Cresciuto nel vivaio del nonno, dove alla fine degli anni ’70 la famiglia vendeva tralci di Sangiovese, Malvasia e Trebbiano Spoletino alle aziende vinicole umbre, oggi è un ristoratore con una missione quotidiana: far conoscere gli eroici produttori italiani che escono dalle rotte enonautiche più convenzionali, disposti ad andare spesso controvento, senza mai perdere l’orientamento verso l’alta qualità, che rimane un punto fermo nel navigare continuo dell’oceano vino.

Ingegnere e consulente dei materiali, dopo una parentesi giovanile come operaio alla cantina sociale di Spoleto, a 46 anni finalmente decide di dare forma al suo sogno di “enotecaro”. E dopo la qualifica di sommelier professionista, apre Rosa dei Vini a La Bruna di Castel Ritaldi, a metà strada tra Spoleto e Montefalco. Legno, acciaio, tonalità calde e, soprattutto, bottiglie. Tante bottiglie. L’arredamento accogliente ed essenziale per chi ama bere, mangiare e sperimentare senza spendere una fortuna (il conto medio è 25-30 euro compreso il vino, a meno che non si scelga una bottiglia di particolare pregio). Perché Rosa dei Vini non è solo un’enoteca senza pari nella zona, con una chicca di cucina, ma anche una sosta per gli irriducibili amanti dell’abbinamento cibo-vino.

I vini, Terroir prima di tutto:

Umbria, ma non solo. Accanto alle produzioni di Sagrantino, Grechetto e Trebbiano Spoletino, la carta offre alcune delle migliori etichette “di nicchia” da tutta Italia. E tanti saluti ai grandi vini blasonati, straconosciuti da tutti ma alla portata di pochi. Spazio all’unicità dei produttori, dei territori e del microclima che li caratterizza. Senza un conto finale da arresto cardiaco.   

Si possono assaggiare il Lagorai Metodo Classico, Chardonnay della Cantina Romanese che affina 8 mesi immerso nelle acque del Lago di Levico, in Trentino. Oppure il “Basadone” Castello di Verduno, rosso 100% Pelaverga, vitigno quasi scomparso che viene coltivato solo in una ristrettissima area del Piemonte. Poi il “Furore Bianco”, Falanghina e Biancolella di Marisa Cuomo, tra le massime espressioni della viticoltura eroica con vigneti a strapiombo sulla Costa d’Amalfi. Tra i passiti il Calcaia Muffa Nobile di Barberani, il “Greco di Bianco” Maisano dalla Calabria e il siciliano “Ala Amarascato” Duca di Salaparuta, uno dei pochi vini da abbinare al cioccolato. Autentiche perle enoiche italiane alle quali si va ad aggiungere una ricca carta delle birre artigianali.

La cucina: un occhio alla tradizione, l’altro alla creatività:

Le etichette sono proposte in abbinamento ai piatti del cuoco Raffaele Manca. Se non si vuole la bottiglia intera, su richiesta il sommelier propone periodicamente una selezione personale di calici da abbinare ad ogni portata. Il menù cambia spessissimo, in genere una volta al mese, così da offrire solo le migliori materie prime di stagione. La territorialità non è necessariamente un punto fermo (si mangia anche pesce), ma lo sono qualità e ricerca. Alcuni piatti sono in carta tutto l’anno: salumi, crostoni, tartare e tagliate di manzo. Gli altri cambiano in funzione del periodo: dai risotti con funghi ‘sanguinosi’ freschi a quelli con burrata e gamberi, passando per ravioli al sugo d’anatra e gli immancabili strangozzi fatti a mano con farina locale semi-integrale, conditi con verdure di stagione o tartufo. I piatti della cucina italiana classica sono sempre rivisitati: tra questi, la carbonara con croccante di salame di cervo o la quaglia farcita con fagioli cannellini.

Le carni di manzo sono di qualità pregiata. Che siano tagliata o tartare, il taglio è solo cube-roll, parte interna della costata: una sezione ben marezzata (infiltrata di grasso) e dunque succulenta, saporita ma al tempo stesso tenera. Da provare la tagliata al battuto di lardo Pata Negra e pinoli. E così l’hamburger, che viene proposto anche di bufalo. Ai piatti di carne sono abbinate le verdure del territorio di stagione, appena scottate così da lasciarle croccanti e nutrienti. Anche tra i dolci ci sono originali peccati di gola: Sacher-Ice, coppa cocktail con mascarpone ai frutti rossi e cioccolato, millefoglie allo zenzero con ricotta mantecata, alchermes e cioccolato in scaglie.

Gli eventi:

Un luogo per mangiare e bere, ma anche per conoscere la storia di ciò che finisce nel calice e scambiare due chiacchiere con chi lo crea. Due venerdì al mese Rosa dei Vini organizza una cena-degustazione con il produttore. Una serata in cui poter incontrare gli uomini e le donne del vino umbro, scoprendone le etichette in abbinamento ad un menù fisso, selezionato da Claudio e Raffaele, per avvicinarsi alla pratica dell’analisi sensoriale. Gli appuntamenti sono pubblicati sulla pagina Facebook e le prenotazioni sono assolutamente consigliate, visto che l’enoteca ha in totale 30 posti.

L’aperitivo:

Cena sì, ma anche aperitivo. A partire dalle 19, una selezione di calici del territorio per accompagnare classici salumi e formaggi, con l’aggiunta di “tapas” cucinate al momento (cous-cous, spatzle, mini hamburger, tramezzini al polpo, legumi, gnocco fritto e culatello). Basta scegliere dal tabellone “Le sfiziosità di oggi” e gustare. L’esperienza del sommelier vi guiderà in un insolito viaggio di gusto tra alcuni dei migliori prodotti della tradizione italiana.

(a cura di BrandPress)

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