Sulle orme dei monaci belgi. San Biagio, la birra che sazia corpo e spirito

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Un microbirrificio artigianale che si ispira all’antica tradizione monastica benedettina del Nord Europa. Nella linea “Accademia” 5 birre eleganti dai profumi di frutta fresca e spezie

Info in breve:

Azienda Agricola Monastero di San Biagio

Loc. Lanciano, 42 Nocera Umbra (Pg) – 0742.813646

Prezzo medio bottiglia da 75cl: 8-10 €

di Filippo Benedetti Valentini

Giovanni Rodolfi è uno che la birra, prima di produrla, l’ha conosciuta goccia per goccia. Bergamasco di 50 anni, per oltre 20 ha lavorato nel settore brassicolo. Prima in Interbrew-Stella Artois, poi Heineken, dove si è occupato di degustazioni e vendite come Beer Culture Manager. Un ruolo di prestigio, quello nella multinazionale. Ma non abbastanza per un appassionato di birra col pallino della qualità artigianale.

Anno 2009: via dalla grande azienda, via dalla città. Giovanni si trasferisce con la famiglia in Umbria, dove alcuni amici lo invitano dopo aver sperimentato le prime “cotte”. Nasce così il microbirrificio San Biagio di Nocera Umbra, dove si produce l’unica birra artigianale umbra d’ispirazione monastica, fatta cioè in un monastero che richiama le abbazie benedettine del Nord Europa. E, soprattutto, seguendo i dettami dei trappisti del Belgio: onestà, rispetto della terra, utilizzo di ingredienti genuini come atti di riconciliazione con la natura e lo spirito. Ricettario di birre dorate e ambrate, dalle schiume misurate ma ricche di profumi. Frutta fresca, confetture e un forbito registro di spezie: alloro, miele, garofano, cioccolato, caffé.

Il monastero San Biagio, in Località Lanciano a pochi chilometri da Nocera Umbra, risale al 1333. Una canonica medioevale dentro una tenuta paradisiaca di 50 ettari, dove sorgono anche l’agriturismo “La Tavola dei Cavalieri” e la residenza di campagna “Le Case“. Stanze eleganti – legno e pietra come nella migliore tradizione umbra – piscina e centro benessere. E’ anche sede di un’azienda agricola biologica in cui vengono allevati maiali bradi e coltivato l’orzo per le birre. Un mistico invito all’abbandono della città e del suo cicaleccio, per la cura dell’anima attraverso quella del corpo.

PICCOLA (E FACILE) GUIDA PER FARSI LARGO TRA LE BIRRE

Dietro la produzione delle etichette San Biagio, oltre al mastro birraio Giovanni (ma non chiamatelo così, nonostante il suo valigione di esperienza vi dirà che c’è sempre da imparare), ci sono Marco Gerli e Roberto Battiston, mentre per il commerciale e le vendite Marianna Merluzzi e Remo Andreini. Birre marchiate col segno del pesce, simbolo cristiano ritrovato proprio nelle antiche sale del Monastero, che spiccano al palato per riconoscibilità nel panorama delle produzioni umbre, in stili per tutti i gusti, dalla bassa all’alta fermentazione: Pils, Weiss, Ale, Strong Ale, American Pale Ale, Kriek, Saison. Non filtrate, non pastorizzate e rifermentate in bottiglia (come nel “metodo classico” usato per i vini spumanti). Ingrediente ineguagliabile è l’acqua limpidissima di Nocera Umbra, la cui fonte è a pochi chilometri dal birrificio.

Monasta: prodotto assolutamente originale, un nuovo stile di birra che richiama le tecniche dei monaci trappisti. Colore ambrato dai riflessi nocciola, ha un gusto pieno e aromatico conferito dall’aggiunta di alloro, coltivato fuori dal birrificio, e miele delle colline umbre. E’ perfetta per accompagnare arrosti di carne, salumi affumicati e formaggi stagionati a pasta dura.

Verbum: stile Weiss, ovvero birra al frumento. Colore chiaro, bassa gradazione alcolica. Leggermente aspra e piuttosto frizzante, è indicata con formaggi grassi, verdure e pesce fritto. Birra da aperitivo per eccellenza.

Gaudens: Pils, la regina delle birre a bassa fermentazione. Dorata, leggera e piacevolmente amara (è la firma del luppolo Saaz tipico della Boemia), chiama la pizza ad ogni sorso. Da provare anche con cheeseburger di chianina, senape e salsa barbecue.

Ambar: ambrata ad alta fermentazione, la Ale che nel 2011 ha ricevuto la medaglia d’oro al “Mondial de la bière” di Strasburgo. Anche questa, come la Monasta, è una vera chicca. La tostatura del malto la rende piena, rotonda e poco amara. Le note speziate di cacao e caramello sono un modo perfetto per accompagnare il tiramisù a fine pasto.

Aurum: una Strong Ale raffinata. Birra chiara dal carattere strutturato, con malto, frutta e spezie in perfetto equilibrio. A tavola trova il suo posto d’onore con pecorino stagionato o brasato.

Come vengono prodotte. Nella “sala cottura”, avvengono le fasi di ammostamento, filtrazione, ebollizione (durante la quale viene aggiunto il luppolo) e whirlpool (una rotazione che chiarifica il mosto). Successivamente il mosto entra in fermentatori chiusi. Poi la birra si imbottiglia e, aggiunta una piccola quantità di zucchero, fermenta una seconda volta: è la cosiddetta “presa di spuma”. Finito il ciclo, si passa all’etichettatura. Una produzione annuale di 200-250mila bottiglie, in formato 75, 50 e 33 cl. oppure in bottiglie Magnum e fusti da 20 litri.

Dove trovarle. Il miglior modo per assaggiarle tutte è fare un salto in birrificio, per godersi l’aria pulita di Nocera Umbra, la pace dei luoghi, la serenità del paesaggio e la sapienza del birraio Giovanni (qui i riferimenti), pronto a dispensare utili conisigli sugli abbinamenti e sull’home brewering. Ma le birre San Biagio sono ovviamente anche in tutte le birrerie fornite di prodotti artigianali e nei ristoranti. Una qualità che, già da tempo, è apprezzata anche all’estero: soprattutto Canada, Cina e Giappone. Un cuore belga che pulsa sotto il petto delle antiche colline dell’Umbria.

www.birrasanbiagio.com

(A cura di BrandPress Servizi Editoriali)

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