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Tasse ai comuni montani: il Tar del Lazio sospende l’Imu sui terreni agricoli

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Per i giudici amministrativi l’imposta è irragionevole e incerta nei criteri applicativi. Fissata al 21 gennaio 2015 l’udienza per decidere il futuro della norma  

di Redazione

Imu sui terreni agricoli dei comuni montani: partita rimandata a fine gennaio 2015. Il Tar del Lazio, accogliendo un ricorso presentato dalle associazioni dei comuni di Umbria, Veneto, Liguria e Abruzzo, ha deciso di sospendere gli effetti del Decreto ministeriale dello scorso 28 novembre con cui veniva introdotto il balzello.

I giudici amministrativi, riferisce la Confederazione Italiana degli Agricoltori, hanno espresso le loro perplessità sulle scelte del Governo in materia di applicazione dell’imposta nei comuni montani ed in quelli parzialmente ubicati in zone montane, affermando “la assoluta incertezza dei criteri applicativi, con particolare riguardo a quello dell’altitudine” nonché “l’irragionevolezza dell’imposizione non legata all’effettiva natura e posizione del bene”. La misura varata dall’Esecutivo, continuano i magistrati, “interviene quando ormai gli impegni finanziari da parte dei comuni sono stati assunti con effetti gravi sul pareggio di bilancio”. Insomma, l’imposta sarebbe stata decisa in modo confuso e sbrigativo. Queste le motivazioni con cui il Tribunale amministrativo ha sospeso l’efficacia del pagamento dell’Imu per gli agricoltori, fissando al prossimo 21 gennaio la data dell’udienza per decidere sul futuro del provvedimento.

Un risultato soddisfacente per il presidente della Cia Umbria, Domenico Brugnoni, che tuttavia non ha nascosto le perplessità riguardo l’eccessiva vicinanza temporale tra il termine fissato dal Tar del Lazio per l’udienza e quello fissato dal Governo con il Decreto Legge 185/2014 per il pagamento dell’imposta (26 gennaio). “Confidiamo – ha affermato Brugnoni – che i giudici amministrativi vogliano manifestare, anche in occasione dell’udienza di merito, la saggezza ed il buon senso che hanno già dimostrato di possedere, nell’interesse delle comuni, degli imprenditori agricoli e di tutti i cittadini coinvolti”.

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