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Zafferano umbro: presto un manuale per farne una risorsa turistica

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Un progetto dell'Associazione Zafferano di Gubbio, in  collaborazione con con le associazioni di coltivatori di Cascia, Città della Pieve e Spoleto, per creare un manuale-guida sulla spezia umbra

di Filippo Benedetti Valentini

Oltre ad essere uno dei prodotti che meglio contraddistinguono la cultura del cibo in Umbria, lo zafferano può diventare un’importante risorsa economica e turistica per il territorio. Da questa convinzione nasce l'idea di un “manuale dello zafferano umbro, un progetto al quale stanno lavorando in sinergia le associazioni di coltivatori di Gubbio, Cascia, Città della Pieve e Spoleto.

Ancora in fase di definizione, il manuale sarà una vera e propria guida dedicata al “Crocus sativus” dell’Umbria. Storia, proprietà nutritive e benefiche sull’organismo, ricette, curiosità e percorsi turistici che possano far scoprire le meraviglie dell’Umbria attraverso un viaggio nei luoghi dello zafferano. Scopo principale, insomma, è attrarre l’attenzione del mercato estero su una tra le più eccellenti varietà di questa spezia.

Introdotto in Umbria durante il Medioevo, lo zafferano è oggi uno dei prodotti che meglio identificano la cultura del cibo nell'Umbria. Qui, dopo la raccolta che avviene negli ultimi mesi dell’anno, non si mescola il prodotto locale con varietà spagnole o iraniane (dai profumi e colori intensi) come avviene in certi casi al Nord Italia. Lo zafferano umbro è già di per sé ricchissimo di qualità coloranti e amaricanti, oltre ad avere sull’organismo effetti antiartritici, calmanti e antidepressivi. Ce lo conferma il presidente dell’Associazione Zafferano di Gubbio, Alessandro Morelli, convinto che l’antica storia dello zafferano umbro possa essere alla base di un progetto di rilancio che consideri questo prodotto non solo una coltura "agronomica", ma anche un volano turistico, economico e culturale. Se lo zafferano sta alle spezie come l’oro sta ai metalli, infatti, non è solo per il costo elevato. Ma soprattutto per l’alto potenziale economico che può rappresentare sul mercato dei prodotti tipici del nostro territorio.

Vera delizia per i palati più esigenti (non perdetevi la Mostra Mercato dello Zafferano Purissimo di Cascia, che si terrà nello splendido comune della Valnerina dal 31 ottobre al 2 novembre), infatti, questa spezia offre già da alcuni anni un reddito integrativo importantissimo per le aziende agricole del territorio. Secondo Zafferano Italiano, l’associazione di coltivatori più importante in Italia alla quale di recente ha aderito anche il Comune di Gubbio, è merito di una serie di studi scientifici, avviati negli anni ’90 dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Perugia, che hanno dimostrato la straordinaria adattabilità dello zafferano al clima dell’Umbria. L’associazione, alla quale aderiscono sia le aree produttive con marchi territoriali che quelle in cui c’è il riconoscimento europeo della Dop, riunisce nella nostra regione una settantina di aziende. Suddivise nei quattro “comprensori” di Gubbio, Cascia, Città della Pieve e Spoleto, queste imprese producono ogni anno una media di 10-15 chili di zafferano di pregiatissima qualità e tracciabile al 100%. Una risorsa dal ridotto peso specifico che però, anno dopo anno, rappresenta sempre più un vero e proprio concentrato di opportunità per l’Umbria.      

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