L'informazione agroalimentare in Umbria

E’ boom del gelato artigianale, soprattutto se la materia prima è a Km0

Share

Non è solo il caldo a far crescere la domanda, ma anche la richiesta sempre maggiore di materia prima di alta qualità

di Redazione

Cioccolato, stracciatella, pistacchio, fragola, panna e quanto di più dolce e fresco può sovrastare un cono di cialda croccante. Il gelato artigianale, fatto come solo in Italia si sa fare, è una passione sempre più grande. E con il grande caldo degli ultimi due mesi, i consumi di quest’anno sono aumentati del 10% rispetto al 2014.

Un altro importante successo per il Made in Italy, celebrato all’Expo di Milano, in cui al padiglione della Coldiretti “No farmers no party” sono stati presentati i dati positivi sul business del gelato in Italia. Sul mercato nazionale i consumi sono aumentati intorno ai 6 chilogrammi pro capite, pari a circa 380mila tonnellate. Ma anche in questo settore è in grande espansione l’export, con ottime prospettive non solo in ambito europeo, ma anche in America e Asia.

In Italia ci sono oltre 40mila le gelaterie – sottolinea l’associazione di categoria – in cui lavorano circa 150mila addetti, con un rilevante impatto sull’indotto, grazie all’utilizzo di 220mila tonnellate di latte, 64mila di zucchero e 21mila di frutta fresca. Numeri che rivelano l’importanza dell’impiego di materia prima fresca nella produzione di gelato di prima scelta in cui, molto spesso, rischiano di prevalere surrogati di scarsa qualità. Come è stato sottolineato, infatti, al momento non esiste una normativa chiara che garantisca genuinità e naturalità del gelato artigianale, vietando l’utilizzo di latte in polvere, aromi, coloranti e additivi.

Così come in tutti gli altri settori dell’agroalimentare, la domanda di qualità è in costante crescita. Un fatto che sembrerebbe essere confermato anche dall’espadersi delle agrigelaterie. Dal latte di asina a quello di capra fino alla bufala, è boom in Italia per le attività “ibride” che garantiscono la provenienza della materia prima, dalla stalla alla coppetta. E’ in questi anni di crisi che il fenomeno ha preso piede e oggi sono circa cento le strutture di questo tipo in Italia. Nelle agrigelaterie continua la Coldiretti è particolarmente curata la selezione degli ingredienti, dal latte alla frutta, che sono rigorosamente freschi con gusti a Km0. Inoltre, in queste strutture si trovano laboratori di gelateria dove è possibile assistere alla trasformazione del latte in gelato seguendo il procedimento passo dopo passo, dalla mungitura degli animali al confezionamento finale.

La necessità di differenziare il prodotto puntando sulla qualità sta favorendo la creatività dei produttori che, coltivando la propria materia prima o acquistandola dai piccoli produttori agricoli, hanno inventato specialità mai assaggiate fino a pochi anni fa. Così ad esempio sono nati gelati al basilico, al Prosecco, alle more di gelso nero, alle pesche di Montelabbate, fino al fiordilatte di capra o allo squacquerone.

Share

Leave A Reply

Your email address will not be published.