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Addio ad Antonio Ricci, fondatore dell’Associazione giornalisti dell’agroalimentare Arga

Addio ad Antonio Ricci, fondatore dell’Associazione giornalisti dell’agroalimentare Arga

Aveva 80 anni. Una vita vocata a promuovere il cibo di qualità, con una forte passione per l’olio umbro. Il ricordo di Roberto Zalambani, presidente Unaga.

di Redazione

I giornalisti dell’agroalimentare danno l’ultimo saluto ad Antonio Ricci, il padre fondatore dell’associazione Arga (Associazione Interregionale Giornalisti Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Energie Rinnovabili e Territorio), scomparso venerdì 24 settembre all’età di 80 anni. Anche noi di Saperefood, parte di Arga, lo ricordiamo attraverso la lettera scritta da Roberto Zalambani, segretario nazionale Unaga, l’Unione nazionale delle Associazioni giornalisti agricoltura, alimentazione, ambiente, territorio, foreste, pesca, energie rinnovabili.

“Lo abbiamo incontrato per l’ultima volta nella primavera scorsa ad Agriumbria, evento fieristico di cui continuava a seguire la comunicazione e, attraverso l’ospitalità che riusciva a riservare a noi giornalisti specializzati, dava ai colleghi interessanti opportunità di incontro e di lavoro. 

Con Antonio Ricci perdiamo un fondatore e un precursore.
Era nato in Romagna nel 1936 ma da molti anni, dopo aver girovagato professionalmente a promuovere l’agroalimentare di qualità, aveva portato la residenza a Tavullia, nella provincia di Pesaro-Urbino, curando personalmente gli ulivi che gli donavano un ottimo olio al pari dei tanti che andava a selezionare soprattutto tra Marche e Umbria.
Laureato in Scienze Agrarie presso l’Università di Perugia, è stato dirigente di organizzazioni economiche nel settore agricolo, presidente dell’Accademia Agraria di Pesaro, socio consulente dell’Accademia Olio e Olivo di Spoleto e animatore di enti olivicoli, di premi e rassegne di settore.

E’ stato tra i fondatori di Edagricole e ha scritto numerosi libri quali “Olio e salute”, “Olive da mensa”, “Oleum”, “Minifrantoi”, “Olivicoltura”. Ma la sua grande passione è stata quella per il giornalismo, scritto ma anche televisivo negli ultimi decenni (vedi la trasmissione “Con i piedi per terra” di Telesanterno)  e soprattutto giornalismo di categoria.
Nel 1963 è al fianco del presidente Oberdan Ottaviani quando a Roma viene costituita la prima Associazione nazionale della stampa agricola e ne diventa vicepresidente; nello stesso anno partecipa al primo Congresso in Italia della Federazione Internazionale dei Giornalisti Agricoli con il patrocinio della Fao, a cui ne seguirà un secondo nel 1975. La fine della Federconsorzi trascina con sé l’Associazione, che ne era quasi parte integrante.

Ma Antonio Ricci non si perde d’animo e costituisce a Bologna, con atto notarile assieme ad altri 25 colleghi, l’Associazione dei giornalisti agricoli di Emilia, Romagna e Marche; lo stesso fanno di lì a poco i giornalisti specializzati di Veneto, Trentino e Alto Adige, i colleghi del Friuli Venezia Giulia, quelli della Puglia e del Lazio. Dal coordinamento di queste regioni nasce l’Unaga, che poi viene a recuperare colleghi e importanti esperienze di altre regioni.

Il resto è cronaca di questi anni. Dopo aver collaborato sui temi agricoli con quotidiani e periodici di livello nazionale, Antonio Ricci fonda “Il Divulgatore”, rivista specializzata del Centro di Divulgazione Agricola della Provincia di Bologna dove l’Arga dell’ Emilia Romagna Marche ha mantenuto la sede per molti anni e diventa presidente del Comitato scientifico del mensile “Olivo e Olio“. Il suo esempio e il suo insegnamento non andranno perduti”.

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