Share
Agricoltura sociale: in Umbria progetti finanziati per 4milioni di euro

Agricoltura sociale: in Umbria progetti finanziati per 4milioni di euro

In vigore la legge nazionale. Ma già dal 2013 diverse fattorie sociali della regione hanno ottenuto aiuti economici: dall’integrazione di ragazzi con handicap all’ippoterapia per bambini a rischio

di Redazione

La legge nazionale sull’agricoltura sociale è entrata ufficialmente in vigore. Dallo scorso 23 settembre è possibile far riferimento al testo di legge 141 del 2015 per progettare e programmare il cosiddetto welfare rurale, colmando così un vuoto legislativo italiano. Vuoto che, però, già un anno fa la Regione Umbria aveva cercato di riempire, in modo pionieristico, con una legge regionale in materia. E i risultati, adesso, sono nero su bianco nell’elenco delle fattorie sociali finanziate dalla Regione Umbria per attivare progetti socio-educativi.

Secondo il prospetto della Regione Umbria, dal 2013 ad oggi, sono 15 le aziende agricole e agriturismi umbri che hanno richiesto e ottenuto contributi per realizzare progetti di welfare, in convenzione con le cooperative sociali regionali. Aziende che operano come vere e proprie fattorie sociali. Queste 15 aziende hanno ricevuto, sulla base dei preventivi di spesa, sostegno economico per un totale complessivo di 4.079.458 euro. Molte aziende, però,  hanno anticipato ma non ancora percepito gli aiuti economici concessi. I progetti sono diversi: dal recupero di soggetti difficili ed emarginati, alla lotta contro le tossicodipendenze, dall’integrazione di soggetti portatori di handicap e Sindrome di Down all’ippoterapia per i bambini a rischio. Un unico comune denominatore: la vita in campagna, a contatto con la natura, l’orto, l’ambiente rurale.  

Ad oggi, però, confermano dalla Regione, non esiste ancora un elenco regionale delle fattorie sociali, che dovrebbe essere pronto soltanto all’inizio del prossimo anno. La cooperativa di riferimento, in questi casi, è il braccio operativo di questi progetti, mentre l’azienda agricola ne diventa il terreno di lavoro.

Alla luce della nuova legge nazionale sull’agricoltura sociale si dovrà fare un lavoro di revisione che metta insieme gli elementi del quadro nazionale con la normativa regionale già in atto. Inoltre, molte saranno le possibilità di finanziare ulteriori progetti con il nuovo Psr dell’Umbria, 2014-2020. Spesso sono le associazioni di categoria a giocare un ruolo decisivo. “Anche in Umbria l’azienda agricola può svolgere un ruolo importante per l’inserimento lavorativo di persone diversamente abili o con disagi di vario genere, soprattutto ora che il comparto può avvantaggiarsi della specifica normativa nazionale che si è andata ad aggiungere a quella già vigente da un anno nella nostra regione”. Questo il commento di Domenico Brugnoni, presidente regionale della Cia, che proprio alla fine di agosto aveva presentato durante un convegno a Perugia, i risultati del progetto “L’Agricoltura si eleva al quadrato, sperimentazione agronomica e zootecnica con persone autistiche” realizzato nell’ambito della misura 124 del Psr.

“L’azienda agricola oggi – ha continuato Brugnoni – si configura anche come uno spazio solidale dove le fasce deboli della popolazione possono costruire nuove relazioni sociali, fare terapia con gli animali o con le piante, ritagliarsi un posto nuovo nel mercato del lavoro. Gli imprenditori agricoli interessati, però, devono essere messi nelle condizioni migliori per cogliere questa nuova opportunità. Per questo è urgente non solo attivare immediatamente le misure della nuova legge nazionale, ma anche adottare le norme regolamentari in assenza delle quali la legge regionale n. 16 del 2014 che, oltre all’agricoltura sociale, disciplina anche l’agriturismo e le fattorie didattiche, è destinata a rimanere sulla carta. Bisogna infine – ha concluso il presidente della Cia dell’Umbria –  rendere operative al più presto le misure di sostegno specifiche previste dal nuovo Programma di sviluppo rurale 2014-2020”.

Leave a Comment