Andiamo al mercato: prezzi sprint per fragole e asparagi, ribasso per i cereali

Share

Il punto della situazione economica sul food registrato ogni settimana dall’Istituto di servizi per l’agroalimentare (Ismea)

di Redazione

Mercati agroalimentari in fermento, complice l’avvicinarsi della Pasqua che già in questi giorni sta attivando una sempre maggiore richiesta di prodotti. Lo segnala l’overview di Ismea, il punto della situazione economica sul Food italiano che l’Istituto di servizi per il mercato agroalimentare realizza ogni settimana.

Andamento favorevole per la frutta, in particolare per le fragole (soprattutto la Candonga metapontina) che, apprezzate per la buona qualità, registrano prezzi più elevati rispetto allo scorso anno (prezzo medio all’origine: da 2,50 a 3,10 euro al chilo). In un contesto produttivo nazionale ed estero caratterizzato dalla flessione delle superfici investite, il mercato potrebbe mantenere un profilo positivo anche nelle prossime settimane. Per le altre produzioni – pere, mele e kiwi – i prossimi giorni scorreranno all’insegna della stabilità delle quotazioni.

Nel comparto delle ortive, sempre secondo Ismea, la settimana sarà stabile, al netto di qualche scossone che potrà verificarsi sul comparto delle zucchine a seguito del calo produttivo indotto dalle basse temperature dei giorni scorsi. Esordio con lo sprint per gli asparagi, con prezzi mediamente più alti del 27% rispetto alla scorsa campagna (prezzi all’origine per piazza euro 3,25 al chilo). Una crescita che potrebbe avere ricadute sul prezzo al consumo del prodotto.

Per quanto riguarda i cereali, l’Istituto prevede un’ulteriore flessione del prezzo del mais, mentre le quotazioni dei frumenti dovrebbero rimanere stabili rispetto ai giorni scorsi. Qualche ritocco al ribasso potrà interessare il grano tenero. Momento positivo invece per il riso, grazie anche a un buon assorbimento della domanda interna.

Per l’overview, è stasi totale sul circuito dei vini, che crescono solo nei consumi, anche se limitatamente ai rossi Doc e Docg. Da evidenziare l’exploit dei prezzi alla produzione del Brunello di Montalcino e del Barolo. Nel caso del Brunello, l’eccellente qualità dell’annata 2010 (considerata dagli esperti alla stregua di quella del ’97), sta ottenendo grandi riconoscimenti sul mercato nazionale ed estero, registrando picchi di crescita specialmente in Giappone. Il Barolo sta invece beneficiando di una forte spinta della domanda americana, da sempre attenta ai grandi rossi italiani certificati.

Siamo al settore delle carni, con una ripresa dei mercati proprio grazie all’avvicinarsi delle festività pasquali. Sono soprattutto gli avicoli a migliorare (tacchini euro 1,42 al chilo, polli euro 1,04 – piazza di Perugia all’origine)), mentre restano stazionari i tagli di suino. Anche per i conigli il quadro sta gradualmente migliorando. Rimane sostenuta la domanda di uova da parte dell’industria dolciaria. Il lattiero caseario italiano tiene soprattutto grazie al burro, che beneficia dei rincari a livello europeo (fino a 3,30 euro al chilo sulla piazza di Milano all’origine). Più incerto il quadro per il resto delle produzioni, grana inclusi. L’Ismea segnala, infine, un probabile ritocco al rialzo dei prezzi del latte, che potrebbe proseguire anche nelle prossime contrattazioni.

Share

You might also like More from author

Leave A Reply

Your email address will not be published.