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Buona, sicura e sostenibile. La carne italiana presentata a Bruxelles

Buona, sicura e sostenibile. La carne italiana presentata a Bruxelles

Carni Sostenibili ha promosso un incontro con l’europarlamento per descrivere la filiera zootecnica italiana. Un settore da 30 miliardi di euro l’anno, modello virtuoso in Europa.

di Redazione

Un fatturato di oltre 30 miliardi di euro l’anno, rispetto ai 180 dell’intero settore alimentare e ai 1500 del Pil nazionale. E’ il giro d’affari del settore zootecnico italiano, che negli anni ha fatto dell’alta qualità il proprio documento di riconoscimento. Una filiera che punta alla sostenibilità nutrizionale e ambientale, per garantire al consumatore sempre più esigente l’alta qualità della carne e tutelare gli allevamenti del Paese.

Questi i temi emersi nei giorni scorsi al Parlamento Europeo di Bruxelles, dove Carni Sostenibili ha presentato il rapporto 2016 “La Sostenibilità delle Carni in Italia”, il cui fulcro è rappresentato dalla “Clessidra Ambientale“, lo strumento che descrive l’impatto del consumo di cibo per una settimana. Lo studio, introdotto dagli europarlamentari Giovanni La Via e Paolo De Castro, analizza i punti di forza e i progressi alla base del modello produttivo delle carni italiane bovine, suine e avicole. “La Clessidra Ambientale – ha dichiarato Aldo Radice, Segretario Generale Associazione Carni Sostenibili – mira a valutare l’impatto ambientale reale del cibo che si consuma: se si segue un modello alimentare corretto, come quello mediterraneo, l’impatto medio settimanale della carne risulta allineato a quello di altri alimenti”.

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Il consumo di carni e salumi è infatti da sempre parte della Dieta Mediterranea e della cultura italiana, caratterizzata da un’estrema attenzione al cibo, alla sua produzione, al gusto, al suo legame con la cultura e la storia. Un modello che nel mondo è esempio di sicurezza, sostenibilità ed equilibrio nutrizionale. Vediamo perché secondo Carni Sostenibili.

Sicurezza:

La sicurezza dei prodotti animali comporta una lunga serie di controlli che interessano l’intera filiera produttiva, dalla fattoria alla tavola, volti a garantire l’assenza di sostanze vietate, come ad esempio gli ormoni e gli antibiotici usati come promotori di crescita. Inoltre, grazie all’impegno degli allevatori, l’utilizzo dei farmaci veterinari è diminuito del 29% dal 2010 al 2013. “I numerosi controlli e ispezioni, circa 800mila solo nel 2014, svolte dalle autorità competenti, garantiscono la qualità e la sicurezza di tutti i prodotti alimentari”, ha detto Giorgio Poli, Presidente Associazione Carni Sostenibili e già Professore Ordinario presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano. “In Italia i farmaci antibiotici possono essere impiegati solo a scopo terapeutico e a seguito di una prescrizione medico veterinaria, con tempi e modalità di trattamento che impediscono la presenza di eventuali residui nella carne destinata al consumatore finale”.

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Sostenibilità:

L’Italia è un Paese virtuoso su questo fronte, infatti ha “ridotto gli impatti relativi all’utilizzo di acqua, inferiori rispetto alla media mondiale, e dell’energia, producendo da fonti rinnovabili”, ha precisato Ettore Capri, Professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e direttore del Centro di Ricerca sullo sviluppo sostenibile OPERA. In particolare sul fronte del solare, le grandi disponibilità di spazio come i tetti delle stalle hanno reso possibile la produzione di energia poi riutilizzata per usi termici e per l’elettricità. Inoltre, attraverso una gestione efficiente delle modalità di stoccaggio delle deiezioni degli animali, particolarmente impattanti, è possibile produrre biogas, di cui oggi l’Italia è tra i primi produttori al mondo.

Equilibrio nutrizionale:

La carne è una fonte di proteine ad alto valore biologico. “È importante ricordare che un regime alimentare vario, ispirato al modello mediterraneo, è quello più indicato per la salute dell’organismo e questo modello include anche il consumo moderato di carne”, ha detto Giorgio Calabrese, Presidente CNSA (Comitato Nazionale Sicurezza Alimentare) e docente di Dietetica e Nutrizione Umana. “Dopo l’allerta lanciata dallo IARC (International Agency for Research on Cancer) alcuni mesi fa bisogna sottolineare che l’insorgenza dei tumori deriva da più fattori di natura individuale, comportamentale e ambientale, tra i quali vanno considerate anche le abitudini alimentari, e che l’eventuale effetto cancerogeno delle carni è condizionato da quantità consumate, abitudini di cottura e trasformazione”. “Un regime dietetico adeguato ed equilibrato – ha poi concluso – non solo garantisce un apporto ottimale di nutrienti, ma permette anche di ricevere sostanze che svolgono un ruolo preventivo o protettivo nei confronti di determinate patologie”.

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