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Certificazioni volontarie e Reti d’imprese, il futuro dell’agroalimentare

agricoltura
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Specialisti della consulenza aziendale si sono incontrati a Montefalco per parlare di opportunità e sviluppo del settore  

di Redazione

Certificazioni volontarie e Contratti di rete: due importanti strumenti per le imprese del Food che, investendo sull’elevata qualità del prodotto, intendono ritagliarsi sempre maggiori spazi di business. E’ stato il tema al centro di un convegno organizzato nei giorni scorsi a Montefalco dallo studio di consulenza aziendale Integra, un confronto tra avvocati e commercialisti con lo scopo di analizzare l’agroalimentare e le più efficaci strategie d’impresa in questo settore. Un evento al quale erano presenti il sindaco Donatella Tesei, i rappresentanti del Consorzio Tutela Vini di Montefalco e Strada del Sagrantino.

Dopo la presentazione dell’avvocato Valeria Tocchio e del commercialista Federico Sorci, è intervenuto il dott. Alessandro Pantanetti (Studio Botta & associati) per parlare di Certificazioni volontarie, importanti strumenti per valorizzare e differenziare il prodotto. Da quelle “alimentari” come BRC e IFS, standard di sicurezza e trasparenza per le aziende che intendono affacciarsi sul mercato internazionale della Grande distribuzione. O le Halal, Kosher, Vegetariana e Vegana, per chi punta a conquistare mercati ‘di nicchia’, sempre più crescita. Fino alle certificazioni “ambientali” come LCA – Analisi del ciclo di vita, EPD – Dichiarazione ambientale del prodotto e Carbon Footprint, per ridurre al minimo emissioni e sprechi. Tutti mezzi efficaci per garantire il massimo della trasparenza della filiera e, quindi, stimolare sempre maggiore fiducia da parte del consumatore.

Poi è intervenuto il dott. Alberto Rocchi, che ha trattato il tema della fiscalità in agricoltura, con una panoramica sui vantaggi della forma societaria e le nuove possibilità di ricorso al credito per le aziende agricole, oggi sempre più impegnate nelle cosiddette attività connesse (vendita diretta, ospitalità e servizi). Infine il dott. Massimo Bagnoli, responsabile ufficio fiscale di Cia Umbria, che ha illustrato le opportunità garantite dai Contratti di Rete. Questa forma di collaborazione tra imprese, infatti, basata sullo scambio di prodotto o di competenze tecniche, rappresenta oggi una delle migliori garanzie per chi intende accrescere la propria competitività sul mercato. Scopo principale delle “Reti”, è stato detto, è perseguire obiettivi comuni e incrementare la capacità innovativa, ampliando la gamma dei servizi per il consumatore e mantenendo i vantaggi fiscali dell’azienda agricola.

Con il maggior numero di riconoscimenti Dop, Igp e Stg (in totale ben 252, secondo l’Istat), il settore agroalimentare italiano si dimostra uno fra i più virtuosi a livello europeo e per questo gode di un’ottima reputazione a livello internazionale. Uno sviluppo reso possibile dall’incremento della qualità dei prodotti e dal graduale abbandono della visione individualistica dell’impresa.

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