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Dall’agropirateria al disastro sanitario. Pronta la riforma dei reati alimentari

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La proposta della Commissione ministeriale presieduta da Gian Carlo Caselli prevede l’introduzione di nuovi reati. Lo scopo è tutelare i consumatori e la qualità del Made in Italy

di Redazione

Cibo pirata, il Governo tira fuori l’artiglieria pesante. La Commissione ministeriale per i reati agroalimentari, presieduta dall’ex procuratore Gian Carlo Caselli, ha consegnato mercoledì 14 ottobre al ministro della Giustizia Andrea Orlando una proposta di riforma per tutelare i prodotti alimentari e i consumatori.

L’articolato, sottolinea il Ministero in un comunicato, mira ad adeguare un quadro normativo oramai obsoleto. Composto da 49 articoli, introduce una serie di nuovi reati. Tra questi il “disastro sanitario“, che punisce avvelenamento, contaminazione o corruzione di acque o sostanze alimentari con possibile diffusione di pericoli per l’utente; l’ “omesso ritiro di sostanze alimentari pericolose” dal mercato, quando ciò possa arrecare lesioni gravi o morte e quando tali condotte possano mettere in pericolo la salute pubblica.

Inoltre, la proposta contiene il nuovo reato di “agropirateria“, che punisce la vendita di prodotti accompagnati da falsi segni distintivi o da marchi di qualità Dop e Igp contraffatti, prevedendo delle aggravanti in caso di falsi documenti di trasporto o di simulazione del metodo di produzione biologica. L’Italia infatti, con il maggior numero di certificazioni Dop, Igp e Stg a livello europeo (836 su un totale di 1279) e il primato nelle produzioni biologiche (oltre 43mila imprese), è il Paese più danneggiato dalla contraffazione in campo alimentare.

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L’articolo 31 della proposta di riforma, infine, estende i casi di responsabilità amministrativa anche alle persone giuridiche come strumento di prevenzione dei reati alimentari, prevedendo nel contempo modelli di organizzazione delle imprese che facilitino l’adempimento degli obblighi relativi.

Dopo aver ringraziato il presidente della Commissione Caselli per il lavoro svolto, il ministro Orlando ha annunciato una fase di confronto con gli operatori del settore agroalimentare, per fare in modo che la riforma “possa arrivare in Parlamento forte di una condivisione il più possibile unitaria”. Soddisfatta la Coldiretti che ha dichiarato: “E’ importante la volontà di aggiornare le norme attuali, risalenti anche agli inizi del 1900, attraverso un’articolata operazione di riordino degli strumenti esistenti e di adeguamento a un contesto caratterizzato da forme diffuse di criminalità organizzata che alterano la leale concorrenza tra le imprese ed espongono a continui pericoli la salute delle persone”.

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