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Danni del terremoto all’agroalimentare: le misure della Regione Umbria

Danni del terremoto all’agroalimentare: le misure della Regione Umbria

Crolli nelle stalle, macchinari distrutti, animali sotto le macerie e strade bloccate. Milioni di euro di danni all’economia del territorio. Tutte le iniziative a sostegno delle imprese danneggiate dal sisma.

di Redazione

Non solo 290 morti e 2600 sfollati, ad aggravare il già tragico bilancio del terremoto del Centro Italia c’è il duro colpo subito dall’agroalimentare, uno dei settori più importanti per l’economia dell’Appennino. Dai danni alle stalle, ai casolari e ai macchinari, fino agli animali morti o dispersi, passando per le strade rurali distrutte che impediscono la consegna di prodotti deperibili. Danni per milioni di euro subiti da un comparto già debole.

Un’emergenza segnalata da Coldiretti che, in occasione degli incontri che si stanno svolgendo in questi giorni nelle zone colpite dal sisma, ha già effettuato i primi monitoraggi nell’area tra Lazio, Umbria e Marche, dove si trovano quasi mille aziende agricole ed allevamenti. Solo ad Amatrice, ad esempio, il 90% delle stalle sono state danneggiate con crolli che hanno ucciso il bestiame, in un territorio dove vivono 2800 pecore e 3000 mucche che ora hanno bisogno di un nuovo riparo, acqua, mangimi. Mentre le imprese necessitano di generatori di corrente, refrigeratori, carrelli per la mungitura, pali e filo elettrificato per le recinzioni.

TERREMOTO, LE INIZIATIVE DEI CUOCHI ITALIANI PER AIUTARE SFOLLATI E VOLONTARI

Ancora difficile fare la conta dei danni alle imprese umbre del settore primario, perché sono ancora in corso le ricognizioni sul territorio. Ma la Regione Umbria ha intenzione di mettere in atto nel più breve tempo possibile le prime misure per far fronte ai danni nei comuni di Norcia, Preci, Cascia e Monteleone di Spoleto. L’esecutivo di Palazzo Donini, infatti, ha dedicato gran parte della giornata di lunedì 29 agosto per fare il punto della situazione e la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha precisato che si tratta di provvedimenti “integrativi rispetto a quelli già in messi in campo dal governo nazionale e riguardano le materie che sono di competenza strettamente regionale”.

Tutte le misure previste dalla Regione Umbria

Da Palazzo Donini fanno sapere che le iniziative si suddividono in tre tipologie, in funzione della diversa tempistica di attivazione. Vediamo quali sono.

Misure di immediata o breve applicazione:

  • Sospensione di imposte e tasse di competenza regionale;
  • La Regione Umbria metterà a disposizione delle imprese un insieme di interventi per facilitare l’accesso al credito. Le garanzie saranno rilasciate da Gepafin Spa a fronte di finanziamenti chirografari di importo massimo pari a 250mila euro e di durata compresa tra 12 e 60 mesi. Gepafin potrà garantire le operazioni fino all’80%;
  • Interventi di riassicurazione a favore di consorzi fidi e/o cooperative artigiane di garanzia;
  • Attivazione di un coordinamento con ABI regionale, già concordato tra la Direzione Attività Produttive e la Segreteria Regionale dell’ABI per integrare gli strumenti regionali con le specifiche iniziative quali moratorie e/o plafond attivate dalle singole banche a favore di imprese e privati;
  • Attivazione Misura 5.2 del Psr 2014 – 2020 per consentire il ripristino delle strutture produttive lesionate dal sisma intervenendo sui danni a immobili, macchinari, attrezzature e bestiame. Il contributo è erogato nella misura del 100% dei costi sostenuti. La misura consente anche l’intervento di ripristino di infrastrutture pubbliche connesse alle attività produttive agricole (strade, ponti acquedotti ed impianti energetici, comprese le connessioni internet). Condizione per il finanziamento è che il bene abbia subito un danno non inferiore al 30% del suo valore;
  • Ammortizzatori sociali in deroga. La Regione Umbria autorizzerà in questa prima fase un trattamento salariale in deroga a favore del personale dipendente per le imprese del turismo, del commercio delle imprese artigiane e industriali;
  • Comunicazione e promozione. Nei piani di Palazzo Donini c’è anche un programma di comunicazione nazionale e internazionale, da sviluppare insieme con le altre regioni, per ridurre al massimo i danni al turismo. Sarà inoltre pubblicato un apposito bando per supportare iniziative di comunicazione realizzate da operatori privati aggregati o consorziati.

Misure da attuare nell’arco di 6 mesi:

  • Sostegno agli investimenti delle imprese turistiche, del commercio, dell’artigianato e dei servizi;
  • Sostegno ai lavoratori dipendenti delle imprese in temporanea difficoltà attraverso l’applicazione o l’integrazione delle misure già previste dall’art. 6 della legge regionale 4/2009;

Misure da mettere in campo oltre i prossimi 6 mesi:

  • Riduzioni o esenzioni dell’Irap attraverso la concessione di specifici contributi alle attività economiche interessate;
  • Misure ed interventi a parziale compensazione della riduzione dei livelli di attività economica/fatturati/ricavi;
  • Supporto in termini di rilascio di garanzie a eventuali finanziamenti bancari per l’anticipazione di contributi o provvidenze finalizzate ad interventi di ricostruzione, riparazione, consolidamento sismico di edifici pubblici e privati

Questi ultimi interventi, fa sapere la Regione, sono ancora delle semplici ipotesi che saranno messe in pratica solo dopo aver quantificato con maggior precisione l’impatto del terremoto sull’attività economica, anche in funzione dei provvedimenti che saranno emanati dal Governo nei prossimi mesi.

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