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Disco verde dell’Europa all’olio tunisino. La rabbia degli agricoltori italiani

Disco verde dell’Europa all’olio tunisino. La rabbia degli agricoltori italiani

La Commissione commercio del Parlamento europeo ha dato via libera all’accesso di 35mila tonnellate di olio d’oliva tunisino a dazio zero sul mercato comunitario

di Redazione

Il treno carico di olio d’oliva tunisino è ancora sui binari e corre sempre più veloce. La Commissione commercio internazionale del Parlamento europeo, lunedì 25 gennaio, ha dato il via libera ad un provvedimento che autorizza un accesso supplementare di olio d’oliva dalla Tunisia nel mercato Ue.

Adottata in segno di solidarietà nei confronti del Paese nordafricano, che riversa in una grave crisi politico-economica esplosa con la Primavera araba nel 2011 e aggravata dagli attacchi terroristici a Sousse del 26 giugno 2015, la misura prevede l’ingresso di 35mila tonnellate di olio d’oliva tunisino a dazio zero per il 2016 e il 2017. Un contingente in aggiunta alle attuali 56.700 tonnellate già previste dall’accordo di associazione Ue-Tunisia. Il provvedimento, il cui iter era cominciato nel settembre scorso, dovrà ora essere discusso dall’Assemblea di Strasburgo prima di entrare in vigore.

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Forti preoccupazioni da parte dei produttori italiani, preoccupati che l’ingresso di sempre maggiori quantità olio dall’estero danneggi le produzioni di alta qualità italiane al 100%. Tra questi Agrinsieme, il coordinamento di Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari, secondo cui decisioni così strategiche dovrebbero essere adottate “solo in seguito a valutazioni oggettive dell’impatto economico che generano sugli operatori europei”. “Pur condividendo l’obiettivo di solidarietà dell’Europa nei confronti di Paesi terzi in difficoltà socio-economiche – specifica l’associazione – tramite azioni commerciali di privilegio, non va dimenticato che non si possono sempre penalizzare l’agricoltura e le produzioni mediterranee”. Poi concude: “Se si continuano a considerare i prodotti dell’agricoltura europea e mediterranea come merci di scambio si rischiano di vanificare le nuove opportunità derivanti dai processi di liberalizzazione commerciale che l’Europa sta portando avanti nell’ultimo periodo”.

Le agevolazioni alla Tunisia sono un errore anche per Coldiretti, con il presidente Roberto Moncalvo che ha commentato: “Il nuovo contingente agevolato va ad aggiungersi alle attuali 56.700 tonnellate a dazio zero già previste dall’accordo di associazione Ue-Tunisia, portando il totale degli arrivi ‘agevolati’ oltre quota 90mila tonnellate. Ancora una volta – continua – in Europa il settore agricolo diventa merce di scambio senza alcuna considerazione del pesante impatto sul piano economico, occupazionale ed ambientale sui nostri territori”. Secondo l’associazione degli agricoltori, “il rischio concreto in un anno importante per la ripresa dell’olivicoltura nazionale è il moltiplicarsi di frodi, con gli oli di oliva importati che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri, a danno dei produttori italiani e dei consumatori”. 

L’olio d’oliva è il principale prodotto agricolo esportato dalla Tunisia verso l’Europa e il settore occupa un posto importante nell’economia del paese, in quanto dà lavoro direttamente e indirettamente a più di un milione di persone (circa un quinto della forza lavoro agricola totale). Le relazioni commerciali tra Bruxelles e Tunisi sono disciplinate dall’accordo euromediterraneo di associazione, firmato nel 1995, che ha posto le basi di una zona di libero scambio, con progressiva liberalizzazione dell’agricoltura.

Maggiori informazioni sull’accordo bilaterale Ue-Tunisia

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