Donne, il sesso forte dell’agricoltura. Intervista a tre imprenditrici di successo

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Un ramo di mimosa in fiore, il simbolo della Festa delle donne. Per l’8 marzo diamo il nostro contributo alla ricorrenza per riaffermare i diritti conquistati con fatica nel corso della storia. Che ruolo rivestono le donne in agricoltura, un settore per molto tempo considerato esclusiva del cosiddetto ‘sesso forte’? Lo abbiamo chiesto a tre imprenditrici che in Umbria rappresentano la visione rosa del mondo agricolo

di Emanuela De Pinto

Nome e ruolo

  1. Alessandra Oddi Baglioni, presidente Confagricoltura Donna Umbria, vice presidente nazionale Aidda (Associazione Imprenditrici E Donne Dirigenti D’Azienda)
  2. Angela Aliani, presidente Associazione Donne del Vino in Umbria
  3. Maria Vigilante, presidente dell’Associazione Donne in Campo Cia Umbria

Stato civile?

  1. Sposata, ho due figli e cinque nipoti
  2. Sposata, madre di due figli: Domenico, laureato in ingegneria dell’autoveicolo al Politecnico di Torino e Antonia, studentessa presso la facoltà di Agraria a Perugia
  3. Sposata dal 1993, ho una figlia di 19 anni

Ruolo in azienda?

  1. Gestisco l’azienda di produzioni biologiche “Faldo del Picchirillo” e l’agriturismo Fonte del Giglio a Umbertide
  2. Gestisco un’attività agricola insieme ai miei fratelli e a mio marito agronomo, le Cantine Aliani al Castello di Ramazzano e la società Micotec, per la produzione del fungo cardoncello
  3. Sono nata in Canada da genitori italiani e vivo in Italia dal 1991. Sono collaboratore esperta linguistico di lingua inglese Imprenditrice e titolare sia dell’azienda agricola olivicola che dell’agriturismo “La Vecchia Trebbia”, a Valfabbrica

Come figura nei documenti aziendali?

  1. Titolare
  2. Amministratore della società
  3. Titolare

Quante ore dedica al lavoro, quante alla casa e quante agli impegni istituzionali come presidente della sua associazione?

  1. Attualmente, data l’età, dedico meno tempo all’azienda e alla famiglia, e di più all’associazionismo. Mi occupo anche alla scrittura, ecco perché posso dire di produrre cibo per il corpo e per la mente
  2. Sono una commercialista che da 3 anni si dedica quasi esclusivamente all’attività agricola, oltre che alla mia famiglia
  3. Le ore dedicate al lavoro, fuori e nell’azienda, sono tantissime ogni settimana. Sicuramente, circa 10-12 ore al giorno. Ma può variare secondo la stagione. Per quanto riguarda gli impegni per l’associazione Donne in Campo, anche in questo caso gli impegni possono variare molto.

Chi prende le decisioni importanti in azienda?

  1. Decido tutto io
  2. Il mio ruolo in azienda è decisionale, ma in collaborazione con i miei fratelli
  3. Io, insieme a mio marito

I dipendenti della sua azienda sono in maggioranza uomini o donne?

  1. Dipende dalla stagionalità, in alcuni momenti sono tutte donne
  2. I dipendenti sono sia uomini che donne, in misura più o meno pari, e collaborano tutti sullo stesso piano
  3. Ho un solo dipendente, un operaio agricolo di 42 anni

I punti di forza di una squadra formata da donne sul lavoro?

  1. Tra donne ci si capisce al volo, siamo più intuitive degli uomini
  2. Possono essere gli stessi di una squadra composta solo da uomini, se gli obiettivi sono uguali

Il lavoro agricolo manuale è ancora appannaggio del sesso maschile?

  1. Nella raccolta del fresco e del tabacco le donne sono ancora prevalenti
  2. L’Italia è un Paese maschilista, anche in agricoltura prima che la donna riesca ad affermarsi deve lavorare molto di più dell’uomo
  3. Credo di sì. La differenza degli ultimi anni è che ci sono sempre più donne titolari di aziende agricole, imprenditrici o anche coltivatrici dirette

Qual è la sua formazione professionale (studi)?

  1. Laurea
  2. Commercialista
  3. Laurea e Specializzazione conseguite in Canada – Discipline Umanistiche

Considera utile o discriminatoria nel settore agricolo la divisione sessuale del lavoro?

  1. Da quando l’agricoltura si è meccanizzata e quindi serve più il cervello che la forza bruta, ci sono molto meno discriminazioni nel settore
  2. Non è importante essere uomo o donna, dipende sempre da come la persona si rapporta al ruolo che deve svolgere in azienda
  3. Credo che ci sia sempre meno una reale divisione del lavoro basato sul genere. Se le decisioni si prendono considerando le capacità individuali della persona – uomo o donna che sia – diventa tutto più facile

Secondo lei ha ancora senso la Festa delle donne?

  1. Purtroppo non si tratta di festeggiare, ma di attirare l’attenzione sulle nuove violenze. A questo proposito Confagricoltura Donna ha realizzato una campagna in cui ha venduto clementine provenienti dalle terre martoriate della Calabria per sostenere i centri antiviolenza in tutta Italia.
  2. Assolutamente non trovo che abbia un senso festeggiare oggi, perché la donna è una persona come l’uomo e pertanto non dovrebbe chiedere di avere pari diritti e pari trattamenti, dovrebbe essere una condizione naturale
  3. Credo proprio di sì, sì, e ancora sì. Oserei dire che ha senso oggi più che mai, perché negli ultimi 20 anni mi sembra che ci sia stata rassegnazione e assopimento di tante donne. Molte non credono più, fino in fondo, nelle proprie capacità e in sé stesse

Faccia un augurio, per l’occasione, alle sue colleghe

  1. Un grande augurio alle nuove generazioni che possano raccogliere il nostro testimone e portarlo avanti
  2. L’uomo non ha bisogno di festeggiamenti: lui è, la donna deve ancora essere sotto molti aspetti. Il mio augurio è una riflessione su questo
  3. Auguro alle donne, anzitutto, di avere la libertà di scegliere nella vita e poi di avere il coraggio e le possibilità di perseguire le proprie scelte

 

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