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Fichi, carruba e fiori di sambuco. Al DieciNove di Spello la birra ‘etica’ che non ti aspetti

Fichi, carruba e fiori di sambuco. Al DieciNove di Spello la birra ‘etica’ che non ti aspetti

Quattro giovanissimi amici, dal Lazio all’Umbria per riscoprire i frutti antichi e creare una Filiera Etica. Il 4 giugno la presentazione della nuova etichetta: omaggio all’Infiorata di Spello 

di Emanuela De Pinto

Ancora ragazzini, al calcetto preferivano un magazzino per produrre birra. Sperimentando, tra gioco e mestiere. Oggi, neanche trentenni, hanno fondato la Cooperativa Impulso di produzione e lavoro, e il microbirrificio DieciNove. Siamo a Spello, delizioso borgo medievale della provincia perugina, e i protagonisti sono quattro amici, originari di Bassiano, Lazio: Emanuele Pacilli (23 anni), Luca Faggiano (25), Matteo Coluzzi (24) e Cesare Ferrari (26). Per produrre birra hanno recuperato i frutti dimenticati, quelli spontanei, della tradizione contadina di un’Italia che non c’è più (e che però tutti rimpiangono), dando una mano anche nel sociale.

Il microbirrificio DieciNove, situato in via Sant’Angelo 12, è stato inaugurato il 15 novembre 2014. Settanta metri quadri, divisi tra laboratorio e sala degustazione. Un luogo intimo, rustico ed elegante al tempo stesso, interamente in pietra. E mentre si gustano birre e taglieri, dalla porta in plexiglass che separa la sala clienti dal laboratorio, può capitare di assistere alla produzione della birra.

Due le etichette iniziali: l’Ambrata al Miele e Fichi, e la Scura aromatizzata alla Carruba. La prima è una birra che si apprezza facilmente ad ogni ora della giornata: ai pasti così come per un break pomeridiano. Quella alla carruba ha una sapore più marcato, con una nota acidula, adatta a contrasti forti, magari con cioccolato fondente o pasticceria secca. “Il miele lo prendiamo in Umbria da piccoli produttori, – spiega Emanuele, 23 anni, presidente della Cooperativa, che ha lasciato il lavoro di restauratore a San Pietro, in Vaticano, per fare il mastro birraio a tempo pieno – i fichi secchi arrivano, invece, da tutta Italia. Più difficile è reperire la carruba, antico frutto dalle proprietà antidepressive. Riusciamo a trovarla solo nel Lazio, l’Umbria non ha piante di carruba in produzione e ci piacerebbe che qualcuno cominciasse a pensarci”.

Da qualche giorno è partita la produzione di una terza birra firmata DieciNove, un omaggio a Spello e all’Infiorata. Verrà presentata il 4 giugno la nuova etichetta, “Etica”: birra bianca, aromatizzata ai fiori di sambuco. Idea mancante nel panorama delle birre artiginali umbre. “E’ un ringraziamento a questo territorio che ci ha accolto, quando a Bassiano nessuno sembrava credere in questo progetto”.

Ma c’è molto di più. Lo stesso giorno verrà presentata dai ragazzi della Cooperativa Impulso anche la Filiera Etica, un ‘fil rouge’ tra le piccole realtà aziendali di tutta Italia (non solo cibo) che antepongono al mero profitto il rispetto delle persone e del territorio. Ecco perché i ragazzi del DieciNove collaborano già da tempo con la cooperativa sociale Utopia 2000, di Gualdo Cattaneo, coinvolgendo nel laboratorio i ragazzi della casa-famiglia, dai 17 ai 21 anni, che vivono difficoltà e disagio sociale. Inoltre, si affidano a Banca Etica per le questioni finanziarie e hanno assicurato la loro birra con un consorzio assicurativo etico italiano. E, come se non bastasse, grazie alla collaborazione con una cooperativa etica di Padova che si occupa di telecomunicazioni, hanno portato il sistema wifi nell’intera via Sant’Angelo di Spello. Un impegno premiato dal Forum del Terzo Settore con il riconoscimento Formica d’Oro, consegnato ai ragazzi a marzo scorso.

Ma torniamo alle birre. I malti arrivano al birrificio da un’azienda di Bologna. Vengono quindi aromatizzati prima di iniziare la ‘cotta’. Sono birre non pastorizzate e non filtrate, ad alta fermentazione: restano 7-9 giorni nei fermentatori e altri 30 in bottiglia. “Ognuno di noi – racconta Luca, 25 anni – ha il suo compito. La preparazione dei frutti, la sanificazione delle bottiglie e delle attrezzature, l’etichettatura, la registrazione del lotto: tutto è manuale. Sezionare 50 chili di carrube non è facile. Ci vuole passione”. La produzione massima è di 1800 litri al mese.

Dove trovare queste particolarissime birre? Direttamente a Spello, insieme a taglieri di ottimi salumi e formaggi. Ma anche nei risotranti “La via di mezzo” di Giorgione, “Cucinaa” di Marco Gubbiotti e “Osteria cuore piccante” di Stefano Marconi. Chef che hanno deciso di esaltare, con l’abbinamento adatto, il forte carattere e il gusto di queste birre.

Svelata la scelta del nome DieciNove: “Così era chiamato un allevatore di Scarpineto Romano, nel Lazio,– spiega Emanuele – che nel 1808 fu costretto ad emigrare nella vicina Bassiano, il nostro paese di origine, perché i nobili del luogo gli impedirono di far pascolare le sue bestie sui loro territori. E diventò poi un brigante. Più o meno quello che è accaduto a noi: dal Lazio all’Umbria. Il soprannome DieciNove è dovuto a varie leggende: si racconta che il brigante perse un dito durante una battuta di caccia. E poi il numero 19 nella tombola romana è l’ubriacone!”. Non resta che darsi appuntamento al 4 giugno per la presentazione dell’Infiorata di Spello e della nuova birra Etica ai fiori di sambuco.

www.cooperativaimpulso.it

(A cura di BrandPress)

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