Gluten free, volano i consumi. Ma a Terni la celiachia è roba da ricchi

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In Umbria i casi di celiachia diagnosticata sono circa 3mila. Ma chi riceve i buoni dall’Asl non sempre riesce a spenderli nella grande distribuzione, dove i prezzi sono più bassi che in farmacia

di Emanuela De Pinto

Impennata della spesa per i prodotti alimentari gluten free. Con un aumento record del 50% sono proprio gli acquisti degli alimenti senza glutine a far registrare il maggior tasso di incremento dei consumi alimentari nel 2015. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento allo studio di due scienziate italiane, finalizzato a isolare proteine in laboratorio per dare a pasta, pane e prodotti da forno senza glutine la stessa consistenza, fragranza e sapore dell’originale. Uno studio candidato a vincere l’European Inventor Award 2016. Si tratta di una ricerca che, sottolinea Coldiretti, riguarda il segmento più dinamico della tavola dove il mercato è praticamente stagnante.

Gli alimenti senza glutine vengono acquistati in Italia da due milioni di famiglie, per un business che vale oltre 100 milioni di euro. Un settore in forte espansione per l’aumento delle intolleranze alimentari, ma anche per il cambiamento delle abitudini: tre italiani su dieci, secondo un’indagine Doxa, pensano erroneamente che una dieta senza glutine faccia dimagrire, e uno su dieci che sia più salutare.

COS’E’ LA CELIACHIA, I SINTOMI E LA CORRETTA DIAGNOSI

Qual è la situazione in Umbria? Nella nostra regione si contano circa 3mila persone con diagnosi di celiachia. Come leggere il dato Coldiretti? “C’è un aumento da parte di chi mangia volutamente senza glutine senza avere la diagnosi di celiachia”, risponde Valentina Sidoti, tesoriere Aic Umbria. “Potremmo giudicarla quasi una ‘moda’, senza contare che sono tante le persone che sono sensibili al glutine ma che, non essendo celiaci riconosciuti a tutti gli effetti, non possono usufruire del buono rilasciato dall’Asl e comprano i prodotti gluten free nella grande distribuzione, al supermercato, dove si vendono i sostituti di pane e pasta ad un prezzo inferiore rispetto alla farmacia o ai negozi specializzati in alimentazione senza glutine”.

Sono gli stessi prodotti della farmacia? “No – spiega la Sidoti – molto spesso si tratta della stessa azienda ma con linee differenti: quella dei prodotti venduti in farmacia e nei negozi specializzati e una linea Gdo. Nell’ultimo anno anche i discount si sono dotati di una linea gluten free: pane, pasta, biscotti, pan grattato e farine senza glutine”. Ma la situazione non è così semplice in Umbria, rispetto al quadro nazionale.

Chi è affetto da celiachia diagnosticata e riceve i buoni dalla Asl non sempre riesce a spenderli nella grande distribuzione, dove i prezzi sono più contenuti. “La delibera regionale ammette la spendibilità dei buoni anche nella grande distribuzione, ma è a discrezione del supermercato se aderire o meno all’iniziativa, e quindi se accettarli o no. In Umbria i supermercati che accettano i buoni per i prodotti gluten free sono ancora pochi e solo a Perugia, Spoleto, Foligno e anche in un supermercato di Magione, nella zona del Lago Trasimeno. Mentre nella provincia di Terni nessun supermercato della Gdo aderisce”. Questo significa che i celiaci del ternano si devono accontentare di spendere i propri buoni solo in farmacia e nei negozi dedicati al gluten free convenzionati con la regione, e devono stare attenti a fare bene i conti.

I buoni sono del valore totale di 99 euro al mese per le donne e di 140 euro per gli uomini, considerato un fabbisogno alimentare differente. “L’argomento è complicato – dichiara il tesoriere Aic Umbria ai nostri associati consigliamo di comprare legumi, verdure, ortaggi, frutta, prodotti lattiero caseari, carne, pesce, cereali senza glutine come mais, grano saraceno, quoinoa e riso che sono naturalmente senza glutine ed evitare, quando possibile, il prodotto confezionato dietoterapeutico”.

Del resto, occorre guardare la questione anche dal punto di vista della Gdo. I supermercati che accettano i buoni dell’Azienda Sanitaria Locale affrontano dei costi per la formazione del personale che deve seguire la linea dei prodotti gluten free, e anche per l’acquisto di nuove casse, le quali devono essere dotate di un particolare software. Ad ogni modo, la spaccatura è evidente e il disagio esiste.

Per i celiaci (e non solo) sta arrivando anche quest’anno l’evento più atteso, il Gluten Free Fest, organizzato dall’agenzia Sedicieventi con il patrocinio di Aic, dal 2 al 5 giugno 2016 al percorso verde di Pian di Massiano, a Perugia. Novità di questa edizione l’Arena Gluten Free, una speciale tensostruttura che ospiterà una vera e propria cucina dove tutti i giorni il pubblico potrà partecipare gratuitamente a degustazioni guidate, laboratori didattici, cooking show, lezioni di cucina e pasticceria sotto la guida di chef ed esperti della cucina senza glutine.

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