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Il carrello della spesa si ferma, sempre meno olio e carne sulla tavola italiana

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I dati Istat sugli acquisti alimentari degli italiani. E’ il Sud a comprare più cibo, ma al discount. A incidere sullo scontrino pane e cereali, vegetali, latte, uova e formaggi.

di Redazione

Dopo tre anni di crescita, lo stallo. Secondo l’ultimo rapporto Istat sugli acquisti alimentari degli italiani dell’anno 2015, il livello di spesa rimane complessivamente stabile: in media 436,06 euro al mese.

Continua la diminuzione della spesa per carne (da 99,64 nel 2013 a 97,20 euro nel 2014), che si accompagna a quella per oli e grassi (da 15,16 a 13,79 euro) e per bevande analcoliche (da 20,61 a 19,66 euro), mentre aumenta la spesa per piatti pronti e altre preparazioni alimentari (da 9,52 a 10,5 euro). Non si riduce la quota di acquisti presso gli hard discount (13%), che continua a crescere soprattutto al Sud e nelle Isole (dal 12% al 15%).

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In base ai dati dello studio Istat, a spendere di più per alimenti e bevande sono le regioni del Sud (22%), a seguire quelle del Centro (17%) e del Nord (15%). Ad incidere maggiormente sullo scontrino alla cassa la carne, pane e cereali, vegetali, latte, uova e formaggi. Essenzialmente stabile il consumo di alcolici. A tirare fuori più spesso il portafogli sono invece le coppie che hanno 3 o più figli (20%) e gli over 65 che vivono  soli (17%), mentre ad avere la minor capacità di spesa (13%) i giovani tra 18 e 34 anni.

FOCUS SUL CONSUMO DI PANE

L’Umbria

Secondo un’elaborazione di Coldiretti Umbria, nel 2015 le famiglie del Cuore Verde hanno speso mediamente 436,89 euro per il cibo ogni mese, mentre 40,17 euro per gli alcolici (ma il dato comprende anche i tabacchi). Si tratta della seconda voce di spesa dopo quella per l’abitazione. Per l’associazione dei produttori occorre “aiutare le famiglie a recuperare il potere d’acquisto, puntando sulle filiere corte e valorizzando le attività sul territorio, anche per non far venire meno prodotti alimentari garanti della salute dei cittadini”. 

Vai al report Istat completo

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