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Imu sui terreni agricoli. La protesta arriva in piazza con i sacchi di grano

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Manifestazione dei giovani di Cia Umbria a Perugia per chiedere l’annullamento dell’Imu sui terreni agricoli e del taglio alle agevolazioni per il carburante

di Filippo Benedetti Valentini

Diciassette centesimi. E’ il valore di mercato di un chilo di grano, prodotto dal duro lavoro di un agricoltore. Pochi spiccioli. A volte, una vera e propria perdita se si considerano gli alti costi di produzione per le aziende che, schiacciate dai continui aumenti su tasse, carburante, concimi, mangimi e sementi, spendono in alcuni casi fino a 25 centesimi per produrre quello stesso chilo di cereale.

cia umbriaE’ quanto denuncia l’Agia, l’associazione dei giovani agricoltori della Confederazione Italiana Agricoltori dell’Umbria che, mercoledì 10 dicembre, si è riunita in Piazza Italia a Perugia per distribuire simbolicamente sacchetti di grano e prendere parte al dissenso dei coltivatori italiani nei confronti del Governo Renzi. Contestazione che si è svolta dopo un Convegno organizzato proprio da Cia Umbria, presso la Camera di Commercio di Perugia. Temi dell’incontro, la riforma della Pac 2014-2020 e Imu sui terreni agricoli. Questo il succo del dissenso: l’Imu sui terreni agricoli deve essere definitivamente cancellata, altrimenti molte aziende agricole chiuderanno.

Nei giorni scorsi, infatti, gli agricoltori di tutta Italia avevano levato un coro unanime di proteste contro il decreto legge 66/2014, con cui il Governo Renzi intende applicare il pagamento dell’Imu – in scadenza il prossimo 16 dicembre – ai terreni dei Comuni montani sotto i 600 metri di altitudine (fatte alcune parziali eccezioni per i Comuni tra i 281 e i 600 metri) . Per l’Umbria si tratterebbe di 85 comuni su 92. A seguito della levata di scudi, Palazzo Chigi aveva annunciato uno slittamento del balzello a nuovo anno, probabilmente il prossimo 26 gennaio. Ma gli agricoltori non ci stanno e su quel decreto ci vogliono mettere definitivamente una riga.

cia umbria“Sono anni che denunciamo gli svantaggi economici, sociali e ambientali degli agricoltori che lavorano nei comuni più impervi dell’Appennino”, ha detto il presidente di Cia Umbria, Domenico Brugnoni, durante il convegno alla Camera di Commmercio. “In queste aree ci sono molte frazioni distanti anche 30 chilometri dalle sedi municipali e che spesso – ha continuato – sono già prive di servizi sanitari, scuole, uffici postali, collegamenti internet e distanti dalle vie di comunicazione. Vogliamo applicare una tassa sullo svantaggio?”.

Ma nel mirino degli agricoltori non c’è solo l’Imu. Altra questione duramente contestata è il taglio di un ulteriore 8% sulle agevolazioni per il carburante, che si andrebbe a sommare al 15% già ridotto dal Governo con precedenti manovre (in totale si arriverebbe a una riduzione del 23%). Attualmente infatti, spiega la presidente dei giovani di Cia, Clelia Cini, i coltivatori beneficiano di un’agevolazione per il gasolio destinato alle macchine agricole, ma “con questi tagli gli agricoltori rischiano di doversi rifornire di carburante a prezzi di mercato”. “Sentiamo parlare di Expo2015 con grande entusiasmo – insiste – eppure gli agricoltori fanno fatica a sostenere colture destinate all’alimentazione di base, come grano e patate. E’ un grave errore tassare ancora di più un settore che già fa redditi troppo bassi”.

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