L’Antimafia a tavola, l’Umbria aderisce all’Osservatorio sul racket agroalimentare

Share

Dal 2008 frodi alimentari triplicate. Ora la Regione designerà un componente del Comitato scientifico della “Fondazione Osservatorio sulla criminalità in agricoltura” presieduto da Gian Carlo Caselli

di Redazione

Difendere la nostra tavola dalle mani della criminalità. Per questo la Giunta regionale dell’Umbria ha deciso di aderire alla “Fondazione Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare”, il progetto promosso da Coldiretti con la collaborazione del procuratore Gian Carlo Caselli, che ha come obiettivo il contrasto all’illegalità nel settore agroalimentare italiano.

Lo ha comunicato l’assessore all’Agricoltura, Fernanda Cecchini, precisando che la nostra regione designerà un suo componente nel Comitato scientifico presieduto dal noto magistrato antimafia. “La valorizzazione e la promozione delle produzioni agroalimentari, della qualità dei prodotti e delle imprese – ha detto l’assessore – sono capisaldi delle nostre politiche regionali volte a rendere sempre più forte e competitivo il sistema agricolo e agroalimentare. A questo scopo, è fondamentale che a livello nazionale si rafforzi un baluardo contro la contraffazione e l’omologazione dei prodotti ‘made in Italy’, la concorrenza sleale, le azioni illegali che minano la salute delle persone e dell’ambiente”.

L’Osservatorio nasce per mettere in campo tutte le misure di studio, analisi, educazione e comunicazione utili al contrasto delle contraffazioni alimentari e alla diffusione della cultura della legalità. Tutto ciò attraverso pubblicazioni giuridiche, promozione di eventi culturali, realizzazione annuale del Rapporto Agromafie insieme a Eurispes e, soprattutto, sostegno agli enti pubblici impegnati nelle politiche che regolano le filiere agricole e agroalimentari.

Dall’inizio della crisi, affermano gli studi della Fondazione, le frodi “a tavola” sono praticamente triplicate, con un incremento record del valore di cibi e bevande sequestrati perché adulterati, contraffatti o falsificati. A fare gli affari più sporchi e redditizi è la criminalità organizzata, che nel solo 2013 ha controllato in Italia un volume d’affari di oltre 14 miliardi di euro. Un racket gigantesco che si avvale della Somministrazione per coprire il riciclaggio di denaro, ma anche dell’usura, dell’abusivismo edilizio, di macellazioni clandestine, del danneggiamento delle colture e dell’appropriazione di vasti comparti dell’agroalimentare attraverso il soffocamento della libera concorrenza.

Più informazioni sull’Osservatorio

Share

You might also like More from author

Leave A Reply

Your email address will not be published.