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L’olio extra vergine italiano promette bene. Una qualità di cui approfittare

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Per il 2015 atteso un aumento di produzione del 46%. Una grande opportunità per chi esporta, ma i consumi interni soffrono. I consigli per leggere l’etichetta e riconoscere il miglior prodotto  

di Redazione

Clima favorevole e nessun problema fitosanitario, le ragioni per cui quest’anno i 250 milioni di ulivi diffusi in tutta Italia ci garantiranno una buona produzione di olio extra vergine, sia in quantità che in qualità. Secondo le stime di Unaprol-Consorzio Olivicolo Italiano c’è da attendersi una crescita media del 46% rispetto alla campagna 2014-2015, per un valore assoluto di circa 299mila tonnellate. Un segno positivo che riguarda praticamente tutte le regioni olivicole italiane, ad eccezione della Sardegna (nella tabella in basso i dati regione per regione).

Sono insomma le condizioni ideali per approfittare del Made in Italy. Come ha affermato la Coldiretti nella Giornata nazionale dell’extra vergine italiano, il segreto per scegliere la qualità è leggere con attenzione l’etichetta, magari preferendo oli Dop, ovvero quelli in cui è esplicitamente indicato “ottenuto al 100% da olive italiane” – l’associazione ricorda che dal 2009 i Regolamenti europei impongono per gli extra vergine prodotti da olive straniere l’indicazione dell’origine in etichetta, attraverso diciture quali “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari”. O acquistare direttamente dai produttori nei frantoi. Ad ogni modo, viene sottolineato, un buon extra vergine difficilmente potrà essere venduto a meno di 6 o 7 euro al litro.

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Indicazioni che acquistano un senso soprattutto se si considera che le importazioni di olio dalla Tunisia sono aumentate di oltre il 700% nel 2015 (dati Istat relativi ai primi sette mesi dell’anno). Sbarchi record che hanno reso il Paese nordafricano il terzo fornitore dopo la Spagna, mentre l’Italia si conferma il principale importatore mondiale di olio di oliva nonostante l’andamento positivo della produzione nazionale.

MERCATI E PREZZI DELL’OLIO

Ma non è tutto. Secondo le stime, negli ultimi 10 anni gli italiani hanno tagliato del 25% gli acquisti di olio d’oliva. In particolare, i consumi a persona sono scesi a 9,2 chili all’anno, dietro la Spagna con 10,4 chili e la Grecia che con 16,3 chili domina la classifica. Insomma, se il fatturato dell’oro verde italiano continua a crescere, salendo al valore record di 3 miliardi di euro, è soprattutto grazie alle esportazioni. Infatti, come ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, “l’aumento costante del consumo di olio di oliva nel mondo, che ha fatto un balzo del 50% negli ultimi 20 anni, apre grandi opportunità per il Made in Italy”. Ma l’alta qualità italiana, oltre a piazzarla sui mercati internazionali, sapremo anche rimetterla al centro della nostra tavola?

 

PREVISIONI DI PRODUZIONE OLIO VERGINE DI OLIVA 2015-2016

Regione Var.% Previsioni
2015/16
Lombardia 60%   294,56
Liguria 60% 1.645,81
Veneto 40% 1.164,22
Emilia Romagna 15%    769,98
Toscana 60% 7.455,72
Umbria 40% 1.235,28
Marche 60% 2.878,15
Lazio 40%   7.959,18
Abruzzo 60%   5.809,63
Molise 60%   2.262,99
Campania 60%   7.479,20
Puglia 45% 179.827,41
Basilicata 45%   3.280,14
Calabria 41% 36.415,21
Sicilia 60% 34.260,48
Sardegna -20%   5.610,23
ITALIA 46% 298.348,20

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Unaprol

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