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Nasce il marchio ‘Spighe Verdi’ per i Comuni che sanno valorizzare la vita di campagna

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Da Confagricoltura e Fee Italia un progetto per tutelare il paesaggio, vivere i centri storici e commercializzare i prodotti agricoli delle aree interne dell’Italia rurale. Montefalco in prima fila.

di Redazione

Come si certifica la bellezza di un territorio, la sua integrità rustica e rurale, il fascino contadino di un determinato luogo che guarda al futuro senza dimenticarsi della tradizione? Una risposta possono essere le cosiddette “Spighe Verdi”. Oggi, giovedì 1 ottobre, Confagricoltura e FEE Italia (Foundation for Environmental Education) hanno presentato a Milano, alla Vigna di Leonardo, il progetto volto a favorire lo sviluppo sostenibile dell’ambiente rurale e destinato soprattutto ai Comuni delle aree interne dell’Italia: l’Umbria è quindi territorio perfetto. “Spighe Verdi” si basa sull’esperienza di FEE nella gestione del programma internazionale “Bandiera Blu”, una eco-label volontaria assegnata alle località turistiche balneari che rispettano criteri di gestione sostenibile integrale del territorio, attraverso un iter procedurale certificato UNI EN ISO 9001-2008, che vanta 28 anni di applicazione in 67 Paesi al mondo.

Ma cosa significa per un piccolo Comune italiano ricevere la “Spiga Verde”? L’obiettivo è quello di mettere a disposizione degli enti che aderiranno all’iniziativa uno strumento per semplificare la gestione ambientale e favorire lo sviluppo sostenibile. Non sarà solo un marchio, ma l’espressione di un processo di miglioramento continuo per contribuire alla salvaguardia delle risorse ambientali, alla conservazione del paesaggio, al corretto uso del suolo, alla valorizzazione dei centri storici e degli aspetti culturali dei luoghi, per finire con lo sviluppo turistico e l’educazione ambientale.

In sintesi, il progetto ha l’obiettivo di favorire lo sviluppo dei territori, soprattutto nelle aree interne del Paese dicevamo, con positive ricadute anche sul turismo, la commercializzazione dei prodotti agricoli e dell’artigianato. La lunga esperienza internazionale di FEE nella gestione di programmi di educazione ambientale, la presenza capillare di Confagricoltura sul territorio, il coinvolgimento delle Amministrazioni interessate, saranno le basi per lo sviluppo del progetto.

“L’attività agricola – ha affermato Luigi Mastrobuono direttore generale di Confagricoltura – è parte fondamentale del processo di sostenibilità dei territori e il ruolo di Confagricoltura è quello di evidenziare e diffondere tutte quelle buone pratiche di sostenibilità ed innovazione che le aziende già attuano o sperimentano. Ecco perché l’esperienza di FEE nella gestione del programma internazionale “Bandiera Blu”, si integrerà con i principi del progetto EcoCloud di Confagricoltura, esempio di come le aziende agricole possano attuare pratiche sostenibili che coinvolgano e migliorino tutta l’azienda nei suoi aspetti ambientali, economici e sociali.”

“Sono numerosi i benefici che hanno avuto in questi anni le amministrazioni locali che hanno aderito a “Bandiera Blu” – ha sottolineato Claudio Mazza presidente di FEE Italia – in quanto il progetto ha sollecitato e facilitato la loro programmazione ambientale delle politiche del territorio. Ora con Spighe Verdi vogliamo coinvolgere le amministrazioni locali dei comuni rurali per promuovere un miglioramento continuo della gestione ambientale”.

Su questi aspetti sono intervenuti stamattina a Milano i sindaci di di Agropoli (Sa) e di Castagneto Carducci (Li), portando la loro esperienza su “Bandiera Blu”, ed i sindaci di Montefalco (Pg) e di Tassarolo (Al) che hanno manifestato il loro interesse a sviluppare il nuovo percorso con il progetto “Spighe Verdi”.

Siamo certo fin da ora che l’Umbria farà incetta di questo riconoscimento.

 

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