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Occupazione, l’Italia riparte dai campi: 57mila nuovi lavoratori nel 2014

Occupazione, l’Italia riparte dai campi: 57mila nuovi lavoratori nel 2014

Lavoro dipendente nelle aziende agricole: solo nell’ultimo trimestre dello scorso anno, oltre 23 mila assunzioni

di Redazione

L’Italia riparte dai campi. Gli ultimi dati parlano chiaro e mostrano segnali incoraggianti: si ritorna al passato, al mestiere dei nostri nonni, per andare avanti. In un anno, il comparto agricoltura in Italia ha registrato circa 57mila nuovi lavoratori. “L’agricoltura offre opportunità e contribuisce alla lotta alla disoccupazione, come dimostra la crescita di oltre il 7% del tasso di occupati in un anno. Un risultato che può ancora crescere nel 2015, anno che metterà l’Italia al centro dello scenario internazionale con Expo”. Così ha commentato i dati Istat il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, specificando che il Governo ha messo in campo negli ultimi 12 mesi azioni concrete e già operative, come lo sgravio di un terzo del costo del lavoro per le aziende che assumono i giovani under 35 nel settore agricolo.

Molto c’è ancora da fare in materia di semplificazioni per rendere più facile la vita degli agricoltori. “Puntiamo sulla competitività favorendo l’aggregazione e l’innovazione tecnologica delle imprese agricole e abbiamo come grande obiettivo il taglio della burocrazia inutile. Il ‘piano agricoltura 2.0’, che da questo mese darà la possibilità a circa 700mila aziende di inoltrare la domanda per i fondi europei con un clic da un computer, va in questa direzione”, ha dichiarato Martina.

Secondo il Centro Studi di Confagricoltura, l’aumento occupazionale si registra prevalentemente nelle imprese agricole di medie e grandi dimensioni che operano nel Centro-Nord. “L’incremento di nuovi occupati in qualità di lavoratori dipendenti agricoli – spiega Confagricoltura – nell’ultimo trimestre 2014, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, è stato di più di 23 mila unità, una quota consistente  dell’incremento complessivo del lavoro dipendente, che è stato di circa 150 mila unità”. 

“Nelle campagne c’è l’obiettivo di far crescere l’export e affermare il made in Italy, agricolo ed alimentare nel mondo, ancor più cogliendo le opportunità che possono venire da Expo – conclude Confagricoltura – In quest’ottica sta portando indubbi benefici il fatto che il lavoro agricolo si caratterizzi per la sua specificità e per gli elementi di flessibilità, che verranno consolidati dalle misure di Campolibero e della Legge di Stabilità in via di attuazione”.

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