Parmesan e Reggianito: così muore un’altra eccellenza italiana

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Sempre più Grana e Parmigiano tarocco, sempre meno ricavi ai nostri produttori: chiude 1 stalla su 4. La protesta in piazza a Bologna

di Redazione

C’è il Parmesao brasiliano, il Reggianito argentino, il Parmesan Usa e Australiano, il Grana Pampeana e perfino il ‘kit fai da te’, per ottenere in due mesi il formaggio fatto in casa. Tutti alimenti tarocco che sfruttano il nome dei maestri caseari italiani per aumentare il business illegale sottraendo, di fatto, una buona fetta di consumatori ai nostri produttori. Non è un problema da poco: soprattutto dopo il sisma che ha colpito l’Emilia tre anni fa e che ha messo in ginocchio molti agricoltori.

grana coldirettiNel 2014 la produzione di falsi Parmigiano Reggiano e Grana Padano nel mondo ha sorpassato quella degli originali: oltre 300 milioni di chili di falso formaggio Made in Italy sono stati prodotti solo negli Stati Uniti. Le imitazioni sono molte diffuse dall’Australia al Sud America, ma anche nei Paesi emergenti, mentre sul mercato europeo e in Italia sono arrivati i cosiddetti similgrana di bassa qualità, spesso venduti con nomi di fantasia che ingannano i consumatori sulla reale origine (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Estonia e Lettonia). Una concorrenza sleale nei confronti degli autentici Parmigiano Reggiano e Grana Padano, che hanno rigidi disciplinari di produzione.

Ma la contraffazione non è l’unico problema: con la crisi economica ha chiuso 1 stalla su 4. Ecco perché ieri i produttori del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano sono scesi in piazza, a Bologna, riuniti da Coldiretti che ha presentato il primo “Dossier sul mercato del Parmigiano Reggiano, tra crisi ed opportunità”. Migliaia di produttori, casari, stagionatori, gastronomi e consumatori hanno fatto sentire la propria voce. Una manifestazione lanciata anche su twitter con l’hashtag #ParmigiAmo. In piazza sono state prodotte dai casari le forme di formaggio secondo gli antichi rituali, con caldaio di rame su fuoco di legna e una stalla con vacche rosse, storica razza da cui è nato il Parmigiano Reggiano. Con una antica zangola è stato prodotto il burro, come un tempo.

“A rischio – spiega Coldiretti – c’è un sistema produttivo che vale quasi 4 miliardi di fatturato. Il Grana Padano è al vertice delle produzioni italiane tutelate dall’Unione Europea con un volume di affari di 1,5 miliardi al consumo nazionale e 530 milioni all’export, mentre il Parmigiano Reggiano si colloca al secondo posto. Nell’ultimo anno – precisa Coldiretti – il prezzo pagato ai produttori di Parmigiano Reggiano è diminuito del 20%, passando dai 9,12 euro del gennaio 2014 ai 7,31 euro di fine dicembre 2014. Di contro, il prezzo di vendita ai consumatori italiani è calato solo del 4%”.

grana coldiretti2Il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano in numeri. In Italia si producono circa 3,2 milioni di forme all’anno, con 363 piccoli caseifici artigianali della zona tipica, alimentati dal latte prodotto nelle 3.348 stalle rimaste nel 2014, dove si allevano 245mila vacche. Una stagionatura che varia da 12 a 24 mesi, il divieto nell’uso di insilati, additivi e conservanti nell’alimentazione del bestiame, un peso medio delle forme di 40 chili. S’impiegano 14 litri di latte per produrre un chilo di formaggio e 550 litri per produrre una forma intera: ecco le caratteristiche distintive del prodotto alimentare italiano più conosciuto e imitato nel mondo.

Un’eccellenza italiana che vanta nove secoli di storia. Le  origini del Parmigiano Reggiano vengono collocate al XII secolo, quando nei monasteri benedettini e cistercensi di Parma e di Reggio Emilia si diffuse la produzione di un formaggio a pasta dura, lavorando il latte in ampie caldaie.

Tra le prime citazioni quella di Giovanni Boccaccio che nel Decamerone nel 1351, nel descrivere il Paese del Bengodi  scriveva: “Et eravi una montagna tutta di formaggio Parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti, che niuna altra cosa facevan, che fare maccheroni e ravioli e cuocerli in brodo di capponi”.

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