Pecorino e Sagrantino: binomio perfetto (gallery)

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Continuano con successo i week end dedicati al prestigioso vino umbro. Domenica scorsa tasting a base di formaggi presso l’azienda agraria Perticaia

di Redazione

Continuano con successo “Le domeniche della Strada del Sagrantino”, l’iniziativa che ogni fine settimana propone visite guidate e degustazioni nelle aziende che producono il prestigioso vino umbro. 

“Pecorino e Sagrantino” è stata l’accoppiata protagonista lo scorso week end all’azienda agraria Perticaia, in località Casale, con un tasting che non ha deluso le aspettative dei partecipanti, tra i quali anche una coppia di turisti francesi. Proposti i seguenti abbinamenti: Trebbiano Spoletino 2013 – Norcia fresco; Montefalco Rosso Riserva 2009 – Manciano (stagionatura 60 giorni); Sagrantino 2010 – Sogliano (maturazione in fossa); Sagrantino 2008 – Pienza (stagionatura 90 giorni); Sagrantino 2006 – Norcia (stagionatura 90 giorni).

Ad arricchire la degustazione condotta nella sala che si affaccia sui vigneti, la spiegazione del titolare Guido Guardigli, che non si è soffermato solo sui dettagli tecnici, ma ha raccontato anche le storie e gli aneddoti legati ad ogni bottiglia. Per esempio la riscoperta del Trebbiano Spoletino, un vitigno tipico di queste zona, che però era quasi scomparso, soppiantato dal Grechetto. “E’ un vino tardivo, per gli agricoltori era un problema perché preferivano vendemmiare prima per poi dedicarsi agli altri lavori della campagna. Per fortuna si è salvato perché si adattava molto per fare l’uva pendula, l’uva che veniva appesa allle travi e si conservava fino a Natale”.Di colore giallo paglierino tenue, ha una buona acidità e si sposa bene con i formaggi freschi.

Un mix di uve invece è quello che caratterizza il Montefalco Rosso Riserva del 2009: settanta per cento Sangiovese, quindici Sagrantino e quindici Colorino, una varietà che veniva usata appunto per correggere il colore del Sangiovese. Del Sagrantino, invece, oltre all’ottima annata del 2010, è stata proposta anche quella del 2008, che non è stata in assoluto la migliore. E’ stata però inserita nel testing per far capire che pure quando capita un’annata meno fortunata – e in agricoltura succede – l’azienda mantiene sempre un livello alto di qualità.

Nata nel 2000, la Perticaia si estende su 16 ettari. Sul mercato dal 2005, è recensita dalle principali guide, oltre ad aver vinto i più importanti premi del settore. Oltre il sessanta per cento del prodotto viene esportato, il restante viene venduto attraverso una rete di piccoli negozi specializzati ed enoteche tra Perugia e Roma.

“Dopo una vita come dirigente di azienda – racconta Guardigli – decisi di lanciarmi in questa avventura. Come nome ho scelto perticaia, il nome dialettale con il quale qui chiamano l’aratro, perché è lo strumento che rende meglio di tutti il senso del lavoro nei campi”. L’azienda stessa è concepita nel pieno rispetto dell’ambiete, senza capannoni, ma con due fabbricati separati, uno per l’affinamento, uno per produzione. Fiore all’occhiello, la barricaia.

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