L'informazione agroalimentare in Umbria

Rara, appetitosa e salutare: tutte le qualità della patata “vitelotte”

Share

Il Buongustaio, la rubrica di Antonio Andreani Colore violaceo e sapore dolciastro. Coltivata in Valnerina, resiste solo grazie alla tenacia di pochi produttori

di Antonio Andreani – Enogastronomo docente di antropologia e merceologia alimentare Università dei Sapori

Vitelotte: curiose patate coltivate in Valnerina. Antica varietà di origini peruviane e successivamente cilene, oggi queste patate sono coltivate in Francia e Centro Italia. Ma non è necessario allontanarsi troppo, perché in Umbria le possiamo trovare in quel di Vallo di Nera. Dal tipico colore viola, conosciuta anche con il nome di patata nera o patata tartufo, la vitelotte è una varietà molto resistente alle malattie e alla siccità. Cresce anche su terreni difficili e impervi, ma la cosa più interessante è che non necessita di fertilizzanti né tantomeno di antiparassitari.

Un prodotto molto raro e salutare. Da non confondere con la più comune patata viola, si presenta con una pasta omogenea e farinosa. Gustosa e dal gradevole sapore leggermente dolciastro. Ricerche scientifiche confermano un’importante ricchezza di antocianine, pigmenti presenti nei vegetali, noti per dare un notevole contributo contro l’invecchiamento e combattere le modificazioni cancerogene. Le antocianine si trovano in molti vegetali scuri come melanzane, mirtilli, lamponi, ribes, uva rossa ma, nelle patate vitelotte, in grande quantità: la ricerca conferma ben 100 mg per 100 gr di patate.

Dove trovarle. Poco diffuse, non rientrando nel costume alimentare degli italiani quanto le comuni patate a pasta bianca o gialla. Vista la scarsa resa e i mediocri guadagni che garantisce, questo tubero non desta grande interesse da parte dei produttori. Infatti, se la varietà è in grado di sopravvivere, lo si deve agli orti familiari o ai piccoli produttori. E allora, quale posto migliore di Vallo di Nera per trovarla? Tra chi ha reso possibile la riscoperta e la coltivazione della patata vitelotte c’è Anselmo Benedetti, uomo tenace e di grande entusiasmo, noto nel comprensorio per essere un bravissimo cercatore e cavatore di tartufi. Dovreste vedere con quanta emozione parla delle sue patate e con quale orgogliosa soddisfazione le mostra. Sensibile alla conservazione delle tradizioni, che trasmette anche ai suoi giovanissimi  figli, ci permette oggi di poterle trovare e assaggiare.

Come mangiarle. Questo è il periodo migliore per poterle acquistare, in quanto la raccolta avviene a fine estate-primi d’autunno. Le patate vitelotte vanno consumate in fretta perché germogliano rapidamente. Per una breve conservazione è opportuno tenerle in luoghi asciutti e rigorosamente al buio. Proprio in funzione della scarsa resa produttiva e della delicatezza della varietà il prezzo può variare da 7 a 10 (e fino a 12) euro al chilo. Le patate vitelotte si prestano per la realizzazione di numerosi piatti: dagli squisiti gnocchi ad un cremoso purè dal sorprendente colore viola. Oppure cotte arrosto, bollite o nell’immancabile versione fritta, con una bella spolverata di sale. 

gastronomiaandreani.blogspot.it

residenzelalberata.com

Share
1 Comment
  1. berenice says

    Complimenti!

Leave A Reply

Your email address will not be published.