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Spaghetti al pomodoro, la passione che parla tutte le lingue del mondo

Spaghetti al pomodoro, la passione che parla tutte le lingue del mondo

Boom delle esportazioni di pasta soprattutto in Europa. Nel 2014 il giro d’affari è stato di 2,2 milioni di euro

di Redazione

Penne e spaghetti italiani: un vero trionfo all’estero. Con un balzo in avanti del 4%, le esportazioni di pasta Made in Italy hanno superato nel 2014 la soglia di 2 milioni di tonnellate, per un giro d’affari complessivo di oltre 2,2 miliardi di euro.

A rivelarlo è l’Ismea, che sottolinea come oggi il cibo tricolore per eccellenza pesi per il 7% dell’intero valore dell’export agroalimentare. Secondo l’Istituto, negli ultimi 15 anni ha registrato un trend delle spedizioni all’estero in continua e rapida ascesa. Nel caso della pasta di semola secca, che rappresenta circa l’80% dell’intero comparto, le esportazioni sono cresciute ad un ritmo del 2,3% annuo in volume e del 5% in valore a partire dal 2001.

Ad apprezzare la pasta sono principalmente i mercati europei, con Germania, Francia e Regno Unito che 2014 hanno assorbito quasi il 46% della produzione nazionale inviata oltre frontiera. Sempre secondo Ismea, la dinamica dell’ultimo anno si è rivelata particolarmente sostenuta verso il Regno Unito (+10% in quantità sul 2013), positiva verso la Germania (+1%) e invariata alla volta di Parigi. 

Ma le performance sono buone anche oltre in confini comunitari. Scorrendo la lista dei principali Paesi clienti, infatti, si evidenzia un trend in crescita negli Usa (+7%), a fronte di una battuta d’arresto in Giappone (-4%). Incrementi a due cifre sul mercato russo (+11%), nei Paesi Bassi (+18%) e in Belgio (+17%).  Più contenuta la crescita in Svezia (+4%), mentre gli invii in Austria hanno accusato una flessione del 2%. Tra le destinazioni più promettenti la Cina, dove gli acquisti sono incrementati del 40%.

Rapporto Ismea sulle esportazioni di pasta nel 2014

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