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Superamento quote latte: lo Stato batte cassa, ma è pronto un piano di aiuti alle imprese

Superamento quote latte: lo Stato batte cassa, ma è pronto un piano di aiuti alle imprese

Il settore lattiero caseario, con le sue 35mila aziende, ha un fatturato annuo di 15 milardi di euro: circa l’11% dell’intero comparto alimentare del Paese

di Filippo Benedetti Valentini

Un piano straordinario per sostenere il latte italiano. Ad annunciarlo è stato il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali che, in vista della fine del regime delle quote latte attesa per il 31 marzo 2015, intende dare un supporto agli imprenditori del settore lattiero caseario.

Il provvedimento, fanno sapere dal Mipaaf, consisterebbe nell’istituzione di un vero e proprio Fondo per gli investimenti attraverso un emendamento alla Legge di Stabilità. Molteplici gli obiettivi: migliorare la qualità del latte italiano, stimolare un maggior consumo di prodotto fresco, promuovere i formaggi italiani sul mercato estero, valorizzare la qualità del Made in Italy attraverso una revisione della normativa sui prodotti trasformati e richiedere alla Commissione europea di velocizzare l’attuazione del regolamento sull’etichettatura.

La notizia è stata una boccata d’ossigeno per i produttori. E un avviso implicito per quelli meno virtuosi che, poco prima, erano stati avvertiti dallo stesso ministro Maurizio Martina dell’invio, a partire da gennaio 2015, di 1455 cartelle esattoriali per il mancato rispetto delle quote latte. Si tratta di multe per un valore 422 milioni, già versati dall’Italia all’Europa, e che ora il Governo intende far rientrare il prima possibile nelle casse dello Stato. Come dire: chi si aspetta un sostegno, si metta in regola.

Ma vediamo nel dettaglio in cosa consiste la misura a supporto dei produttori annunciata dall’Esecutivo. Previsto lo stanziamento di 108 milioni di euro per il triennio 2015-2017 (8 milioni per il 2015, 50 milioni di euro all’anno per il 2016 e 2017), che serviranno per incrementare la longevità degli animali, migliorare il loro benessere, studiare la resistenza genetica alle malattie, rafforzare la sicurezza alimentare e ridurre i trattamenti antibiotici.

Agli allevamenti e alle imprese che aderiranno al Piano straordinario verrà concesso un contributo per gli investimenti secondo le regole del ‘de minimis’, quindi fino ad un massimo di 15mila euro per le aziende agricole e fino ad un massimo di 200mila euro per le aziende che, oltre alla produzione primaria, operano anche nella trasformazione e commercializzazione. Nell’attuazione, precisa il Ministero, saranno previste ‘corsie preferenziali’ per le imprese condotte da giovani e per quelle situate in zone montane.

Visti i numeri del ‘lattiero caseario’ (e la necessità di recuperare i 442 milioni di multe per il superamento delle quote latte), il sostegno agli allevatori è un’azione che il Governo tiene cautamente in considerazione. Le aziende del settore sono oltre 35mila e, con circa 1,8 milioni di mucche, producono 11 milioni di tonnellate di latte, per un valore complessivo di 4,8 milioni di euro. Complessivamente, l’industria del latte italiano ha un fatturato di quasi 15 miliardi di euro, circa l’11% dell’intero comparto alimentare del Paese.

Leggi anche l’approfondimento sul settore lattiero in Umbria

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