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Vernaccia di Cannara, ecco le migliori bottiglie fatte “in casa”

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Secondo anno per la festa del vino passito tradizionale. Inserito nella Colli Martani dal 2009, oggi aspira ad ottenere la propria Doc. In una degustazione sono state valutate 13 bottiglie amatoriali.

di Redazione

Aroma fruttato e gusto dolce, da abbinare alla pasticceria secca o, nelle feste pasquali, alle torte salate e ai formaggi stagionati. E’ la Vernaccia, il vino passito tipico di Cannara. Un prodotto legato alle antiche tradizioni contadine della provincia di Perugia e che, insieme alla cipolla, è stato protagonista fino al 25 aprile scorso di una festa nel Cortile antico del comune umbro.

Un evento, quest’anno alla sua seconda edizione, durante il quale si è svolta la degustazione “alla cieca” di ben 13 bottiglie di Vernaccia fatta in casa, con quattro giurati impegnati nella valutazione sensoriale per scegliere la migliore dell’annata 2016. Quest’anno però, oltre ai vini “amatoriali”, i degustatori si sono misurati anche con un intruso già in commercio – e dunque rispettoso del disciplinare introdotto nel 2009 – che, infatti, non hanno faticato a riconoscere. Proprio questa bottiglia ha catturato i giurati che le hanno assegnato il punteggio maggiore. Tra le amatoriali, invece, hanno conquistato il podio le vernacce di Fabrizio Ortolani, (304 punti), Rino Filippucci (303 punti) e, a parimerito, Giuliano Proietti e Antonio Ortolani (295 punti).

Il disciplinare della Vernaccia:

Questo vino rosso passito si ottiene con vitigno autoctono Vernaccia nera o, come viene spesso chiamato “Cornetta” (minimo 85%), ma possono concorrere alla sua produzione anche altre varietà idonee alla coltivazione nella Regione Umbria, fino ad un massimo del 15%. Una volta raccolta, l’uva viene fatta appassire su telai per almeno due mesi, poi vinificata. Il risultato è un vino rosso rubino di buon corpo, dolce e moderatamente tannico. Ideale per accompagnare dessert o i menù tipici della colazione pasquale umbra.

Dal 2009 il disciplinare rientra nella Doc Colli Martani che comprende i comuni di Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria, Todi, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Montefalco, Castel Ritaldi, Spoleto, Bevagna, Bettona, Deruta, Collazzone e, appunto, Cannara.

LE ORIGINI E IL PROGETTO DI VALORIZZAZIONE DELLA VERNACCIA

“La gara – ha spiegato Roberto Damaschi, coideatore della Festa della Vernaccia – è un pretesto per incoraggiare i produttori locali  a confrontarsi seguendo anche i consigli degli esperti, portando così avanti una tradizione del paese e contribuire alla promozione del territorio. Attualmente ognuno di loro la fa a modo suo, non hanno a disposizione un enologo, perciò ci mettono gli ingredienti dell’esperienza, della passione e della buona volontà. Per commercializzare queste vernacce occorrerebbe seguire una linea uniforme. Teniamo conto, comunque, che per tradizione si tratta di un vino che va consumato nella primavera successiva alla sua vinificazione e quindi al palato risulta poco maturo. Con un affinamento in botte, magari di un anno, certamente migliorerebbe”.

L’ambizione dei piccoli produttori  territorio, ha detto il sindaco di Cannara Fabrizio Gareggia, è ottenere la Doc per la Vernaccia: “Un vino dalla grandissima tradizione ma che non può essere prodotto e commercializzato se non per piccolissime quantità, in ragione del fatto che attualmente l’areale di produzione è molto ristretto, quindi gran parte del nostro territorio è esclusa. Per questo abbiamo sottoscritto una convenzione con l’Università degli studi di Perugia con due obiettivi principali: l’inserimento dell’uva Cornetta nel registro nazionale dei vitigni e l’ampliamento dell’areale di produzione della Doc, quindi la possibilità per altre cantine di iniziare a produrre e commercializzare questo vino”.

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