Vini naturali, analisi chimiche su 151 aziende a caccia di pesticidi e anidride solforosa

Share

L’associazione VinNatur ogni anno esegue analisi sui prodotti dei soci: ecco i risultati del 2015. E da quest’anno anche l’esame di foglie e grappoli in vigna

di Redazione

Produrre in modo naturale, una filosofia. E a volte si cade nell’ingarbugliato pensiero: naturalità vuol dire niente di più rispetto a ciò che la terra ci offre, o significa forse qualcosa in meno rispetto all’agricoltura convenzionale? Di certo, all’aggettivo naturale va affiancato per ogni prodotto un severo, costante e perfino pignolo se vogliamo, controllo. L’Associazione Viticoltori Naturali, VinNatur come ogni anno procede sulla strada della trasparenza e rende noti i dati risultanti dalle ultime analisi chimiche effettuate sui vini delle 151 aziende agricole associate, 106 italiane e 45 di altri paesi europei.

Le analisi sono condotte dal Laboratorio Enocentro (a Bussolengo, Verona) certificato Accredia e accreditato presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Le bottiglie campione vengono raccolte dal Consiglio direttivo dell’associazione durante Villa Favorita, la manifestazione che riunisce i soci a Sarego (Vi). La ricerca avviene su 190 principi attivi di pesticidi che attualmente la legge consente di utilizzare in campo viticolo, dei quali vengono rilevate anche presenze minime. Inoltre viene monitorata anche la presenza di anidride solforosa, per comprendere pienamente il lavoro del vignaiolo in cantina.

VINNATUR, DAL 2017 IL DISCIPLINARE DI PRODUZIONE

Questi i numeri 2015: su 151 bottiglie, 4 sono i vini nei quali sono state trovate tracce di pesticidi, 147 risultano invece negativi a qualsiasi principio attivo. Le quantità di sostanze chimiche rilevate nei 4 campioni sono molto al di sotto dei valori medi di un vino da viticoltura convenzionale e spesso si tratta di un solo principio attivo, in genere un fitosanitario, usato per uno o due trattamenti al massimo.

Secondo il Regolamento soci VinNatur, quando viene verificata la presenza anche di un solo pesticida in misura superiore a 0,020 mg/kg, viene inviato al produttore un avviso e si procede con controlli più approfonditi nel corso dell’anno. Qualora le analisi confermino la positività per tre anni consecutivi, si procede all’allontanamento di quel produttore, perché significa che l’impegno preso nei confronti dei colleghi, dell’associazione e dei consumatori, non viene più rispettato. Ciò non toglie che il rientro sia possibile, ma solo dopo due anni e dopo aver nuovamente sottoposto i vini ad analisi.

Consapevole che le analisi chimiche sono uno strumento fondamentale per i controlli, ma possono rimanere dei margini di incertezza, VinNatur ha in programma di approfondire le indagini aggiungendo l’esame dell’apparato fogliare. Si tratta di un progetto ambizioso, che prevede un ulteriore aumento dei costi già elevati delle analisi, ma l’associazione continua a ritenere che la trasparenza sia un obiettivo che vale tali spese. Nel frattempo è stato avviato il prelievo di campioni di foglie e grappoli nelle vigne di quei produttori sui quali le analisi hanno evidenziato dei dubbi; in questo modo è possibile verificare anche la presenza o meno dell’effetto deriva, che rimane di certo un problema per chiunque pratichi agricoltura senza ricorrere alla chimica.

Angiolino Maule, fondatore e presidente VinNatur, commenta: “Negli ultimi anni c’è una costante riduzione del numero di produttori i cui vini risultano positivi ai pesticidi, nel 2014 erano 8, quest’anno sono solo 4; e questa per noi rappresenta una soddisfazione. Un altro dato, che ci rende particolarmente orgogliosi, è quello dei 65 vini che recano solo tracce di solforosa (ovvero presenza inferiore a 10 mg/l). Non è facile percorrere questa via al momento della vinificazione e, dopo la difficile annata 2014, ne siamo tutti ancora più consapevoli”.

L’Associazione VinNatur nasce nel 2006 dall’esigenza di unire piccoli produttori di vino naturale, italiani ed europei in un gruppo  che permetta loro di far conoscere il proprio prodotto e allo stesso tempo di ampliare le proprie conoscenze specifiche in viticoltura ed enologia naturale. Negli anni sono nate collaborazioni con Università e Centri per la Sperimentazione che hanno dato vita a progetti di ricerca nei quali sono coinvolte direttamente le aziende associate.
Alla nascita VinNatur contava 65 soci, oggi sono 151. Ogni viticoltore che chiede di entrare nell’Associazione accetta di sottoporre i propri vini ad un’analisi dei pesticidi residui. Si cercano tutti i pesticidi commercializzati in modo da poter garantire oggettivamente la genuinità dei vini.

In Umbria le aziende associate sono: Azienda agricola Tiberi, Baroni Campanino, Fattoria Mani di Luna, Fongoli Società Agricola, Carlo Tabarrini, Il Ceppaiolo, Collecapretta, Marco Merli.

Share

You might also like More from author

Leave A Reply

Your email address will not be published.