Aflatossine nel grano importato dal Messico. E in Italia crolla il prezzo

Share

Grano contaminato al Porto di Bari. Intanto, la guerra del prezzo: ricarico sul pane fino al 1450% e produttori pagati 0,18 euro per un Kg di grano tenero.

di Redazione

Aflatossine nel grano importato. E’ risultato positivo al test effettuato con l’innovativo kit ‘Agrastrip’ il campione di grano duro messicano scaricato dalla nave Ecopride (si tratta di ben 44.647 tonnellate), battente bandiera panamense e proveniente da Cristobal. I controlli sono stati effettuati dal Corpo forestale dello Stato su tir e container carichi di grano proveniente da Panama, Regno Unito e Canada, arrivati in Italia negli ultimi giorni e in uscita dal Porto di Bari.

Le micotossine, specifica ilo Corpo Forestale – sono metaboliti tossici prodotti dalle muffe e possono avere gravi effetti acuti e cronici sulla salute degli esseri umani e degli animali, quindi l’analisi  in alimenti  è necessaria e spesso richiesta dalla normativa. “Abbiamo fermato finora 7 camion per verificarne il contenuto – ha spiegato il Commissario Capo del Corpo Forestale dello Stato della Puglia, Giuliano Palomba – una prima analisi con il lateral flow test sul campione di grano duro trasportato da uno dei 7 mezzi, ha dato indicazioni di presenza di aflatossine. Abbiamo consegnato tutti i campioni alla Asl Bari e le analisi di conferma saranno effettuate dal laboratorio dell’Arpa Puglia. Inoltre, sarà verificata la presenza di metalli pesanti”.

Quello stesso grano straniero, denuncia Coldiretti, viene utilizzato per fare pane e pasta Made in Italy. “Se il grano è contaminato da aflatossine, che sono altamente tossiche e sono ritenute essere tra le sostanze più cancerogene esistenti, risultano contaminati anche pane e pasta che ne potrebbero derivare perché sono resistenti alle alte temperature”, annuncia Coldiretti. In 7 mesi (da luglio 2015 a febbraio 2016) sono state scaricate al Porto di Bari 1 milione di tonnellate di grano, arrivato da Canada, Turchia, Argentina, Singapore, Hong Kong, Marocco, Olanda, Antigua, Sierra Leone, Cipro e spesso triangolato da porti inglesi, francesi, da Malta e da Gibilterra. 

Ma la sicurezza è solo uno dei problemi. Le difficoltà del ‘granaio Italia’ cominciano dal prezzo. Le attuali quotazioni del grano duro, fa sapere Coldiretti, sono di 0,25 euro al kg, quelle del grano tenero 0,18 euro al kg. Ma dal grano al pane i prezzi aumentano del 1450%, e oggi questo prodotto viene pagato come trenta anni fa. I prezzi del grano duro in Italia nel 2016 sono crollati del 31% rispetto allo scorso anno, su valori al di sotto dei costi di produzione che mettono a rischio i lavoratori italiani del comparto. In pericolo, precisa Coldiretti, non c’è solo la produzione di grano e il futuro di oltre 300.000 aziende agricole che lo coltivano, ma anche un territorio di circa 2 milioni di ettari a rischio desertificazione, oltre alla crescente preoccupazione per i livelli qualitativi del grano estero consumato, rispetto alla garanzia della produzione Made in Italy.

L’Italia, stima Coldiretti, nel 2015 ha importato circa 4,8 milioni di tonnellate di frumento tenero, che coprono circa la metà del fabbisogno essenzialmente per la produzione di pane e biscotti, mentre sono 2,3 milioni di tonnellate di grano duro che arrivano dall’estero, le quali rappresentano circa il 40% del fabbisogno per la pasta. Va segnalato poi, che nel 2015 sono più che quadruplicati gli arrivi di grano dall’Ucraina per un totale di oltre 600 milioni di chili e praticamente raddoppiati quelli dalla Turchia per un totale di circa 50 milioni di chili.

“Si tratta del risultato delle scelte poco lungimiranti fatte nel tempo – sottolinea Coldiretti – da chi ha preferito fare acquisti speculativi sui mercati esteri di grano da ‘spacciare’ come pasta o pane Made in Italy. Un comportamento reso possibile dai ritardi nella legislazione comunitaria e nazionale che non obbliga ad indicare la provenienza del grano utilizzato in etichetta”. 

Share

You might also like More from author

Leave A Reply

Your email address will not be published.