Agricoltori tartassati, la Cia annuncia due giornate di protesta

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Imu, riduzione del gasolio agevolato, ritardi nei pagamenti Pac e calamità naturali. Parte la mobilitazione: il 28 marzo a Bastia, il 31 a Roma

di Redazione

Il popolo degli imprenditori agricoli pronto alla mobilitazione. Il 28 marzo, a Bastia, in occasione di Agriumbria, la Cia ha indetto un’assemblea regionale straordinaria in previsione dell’adesione alla manifestazione nazionale promossa da Agrinsieme (il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane) per il prossimo 31 marzo, a Roma. Tanti i motivi della protesta sotto le ultime decisioni del governo Renzi, prese secondo la Cia per fare “cassa”. E’ ancora indigesta l’applicazione dellImu sui terreni agricoli nei Comuni parzialmente montani in aree rurali e importanti dell’Umbria come Perugia, Terni, Narni, Amelia, Orvieto, Spoleto, Marsciano, Deruta e tanti altri centri minori.

“A nulla sono valse – si legge nella nota Cia – le reiterate proteste e proposte di modifica avanzate. Ad esserne colpiti molti anziani pensionati, non più imprenditori agricoli professionali o coltivatori diretti che, con i risparmi di una vita e una magra pensione, continuano a coltivare il terreno e faticosamente tutelano e presidiano il territorio o, ancora peggio, per favorire il ricambio generazionale affittano le loro proprietà per pochi spiccioli a giovani imprenditori agricoli. Con questa imposta iniqua – continua Cia Umbria- che grava sul principale e indispensabile strumento di produzione, la terra appunto, non ci sarà alcun ricambio generazionale; in questo modo il Governo oltre a condannare molti anziani ex-agricoltori alla povertà, scoraggia l’ingresso dei giovani nel settore e li costringe a gettare la spugna cercando un’alternativa meno rischiosa dal punto di vista economico”. Ma non è solo l’Imu a far storcere il naso agli imprenditori agricoli.

Ci sono altre situazioni preoccupanti che riguardano il settore, come “la riduzione di un ulteriore 8% del contingente agevolato di gasolio per uso agricolo decurtato complessivamente negli ultimi 3 anni del 23%; la mancata riduzione in agricoltura del cuneo fiscale; l’obbligo di iscrizione ai libri genealogici per l’accesso ai premi per i piccoli produttori di latte; la mancata reale semplificazione dei troppi adempimenti burocratici. La Direzione regionale della Cia ha denunciato come questi provvedimenti colpiscano il mondo agricolo dopo un’annata particolarmente sfavorevole – con forte calo produttivo in molti comparti olio, cereali e legumi specie nelle zone collinari e più marginali – e si aggiungano alle notevoli difficoltà non solo legate alla crisi economica in atto.

Non bisogna dimenticare, infatti, le “devastanti calamità naturali degli ultimi anni e delle scorse settimane, i continui attacchi alle aziende di cinghiali e lupi, i ritardi di Agea nei pagamenti della Pac, la mancata assegnazione di risorse per indennità compensativa e misure agro ambientali per le annualità 2013 e 2014, i tempi lunghi di approvazione del nuovo Psr, la mancata conseguente attivazione delle azioni previste nel Piano Zootecnico Regionale ed nel Progetto Speciale Vino, la non prevista compensazione degli svantaggi naturali per l’agricoltura nei Parchi regionali.

Ciliegina sulla torta, gli agricoltori denunciano la difficoltà di accesso al credito per sostenere gli investimenti e i costi di produzione, insieme alla mancata revisione delle tabelle per l’assegnazione del gasolio agricolo.

 

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