Apicoltura, al Ministero un tavolo per discutere sul rilancio del settore

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Anagrafe apistica, contrasto alla contraffazione e sostegno del Made in Italy: sono gli interventi pianificati dal Governo per sostenere il miele italiano

di Redazione

Un piano per il sostegno e il rilancio del miele italiano. Di questo si è discusso giovedì 8 gennaio al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali: una riunione del Tavolo di coordinamento del settore apistico con la partecipazione del viceministro Andrea Olivero.

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati i problemi dell’apicoltura che, durante lo scorso anno, è stata colpita dai danni del maltempo. Un confronto che ha consentito all’Esecutivo di raccogliere le istanze del settore, evidenziando le aree di lavoro nel breve e nel lungo periodo per poi lanciare un vero e proprio piano di tutela.

Il Ministero ha comunicato che l’istituzione dell’anagrafe apistica, la necessità di rafforzare l’azione di contrasto alla contraffazione a seguito della rilevante riduzione della produzione di miele, l’avvio di un processo di rilancio attraverso azioni di promozione e sostegno alla produzione nazionale, sono gli strumenti messi in campo per un piano di tutela costruttivo, all’insegna dell’unità del settore. In particolare, sul fronte dell’emergenza sanitaria dell’Aethina tumida, il parassita che attacca gli alveari, sono stati raccolti i contributi da parte di tutte le associazioni, con un approfondimento scientifico fornito dal Consiglio per la Ricerca in Agricoltura (CRA), al fine di sottoporre al Ministero della Salute soluzioni di collaborazione e di confronto tecnico che possano rafforzare l’azione di contrasto alla diffusione del coleottero.

“Ci adopereremo sempre di più perché il miele italiano possa essere apprezzato dai consumatori e riconosciuto come una produzione di eccellenza – ha detto Olivero – per questo sono certo che l’apicoltura arricchirà il dibattito di Expo sul cibo e la biodiversità”.

Il 2014 è stato un anno amaro anche per il miele umbro. Nella regione, a causa del maltempo che ha impedito l’impollinazione, la produzione ha subito un calo del 50% rispetto all’anno precedente. Secondo il presidente dell’Associazione produttori apistici umbri (Apau), Vincenzo Panettieri, intervistato da SapereFood, “le zone più colpite sono quelle a nord della valle umbra e la media valle, nei territori di Foligno, Spoleto e Nocera umbra. Ma è tutt’altro che rosea la situazione anche a Gualdo Tadino, nella parte orientale e montana dell’Umbria”. Un calo in linea con i dati disastrosi nazionali, che raccontano di una perdita che arriva addirittura al 90% in alcune zone. Unico dato in leggera ripresa, secondo Panettieri, è quello del raccolto dei millefiori.

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