Il coraggio di produrre olio extra vergine sfidando le regole del mercato

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Verde Oro, la rubrica di Angela Canale – Quest’anno buone produzioni ovunque. Ora bisogna lavorare per promuovere la qualità e il territorio. L’augurio a tutto il settore olivicolo

di Angela Canale – Dottore Agronomo

Potature adeguate, trattamenti rameici, trinciature accurate, concimazioni razionali, controlli della fioritura, monitoraggi sulla presenza di parassiti, incontri sul territorio, numeri verdi al servizio degli olivicoltori, bollettini settimanali ovunque, trappole, atomizzatori, microscopi. Aiuto.

olivi canaleMa la natura ancora una volta fa da sé. Temperature, umidità, catena alimentare hanno regolato la presenza della temuta mosca e, con sorpresa di molti, le piante di olivo anche quest’anno hanno prodotto. Eh già, dopo lo scorso anno quasi non ci credevamo più. Ma è stato meraviglioso vedere gli olivicoltori, che sono ancora tanti, avvicinarsi attraverso la conoscenza a questa coltura. C’è stato comunque qualcuno di loro, che per non fidarsi, ha ritenuto fare da sé e allora una bella disinfettata al terreno in inverno con la calce e un trattamento larvicida preventivo, tanto per andare sul sicuro, sono stati la regola di quest’anno. Ci spiace per loro, ma soldi sprecati, tempo perso sbagliando la strada per salvare le olive e il pianeta.

OLIO D’OLIVA: DINAMICHE E TENDENZE. LE ANALISI DI ISMEA

Buone produzioni ovunque, tranne dove le piante defogliate dall’occhio di pavone anzichè produrre fiori erano impegnate a ricostruire le foglie cadute. Rare presenze di mosche tenute a bada dalle alte temperature estive, qualche problema di siccità per le scarse piogge e abbiamo ancora speranza che si abbassino le temperature, così come nelle buone annate avremo grandi profumi nell’olio.

olivi canaleÈ dallo scorso ottobre che ovunque si parla di olio e di olivi, ma vogliamo che se ne parli ancora di più. Per l’olio è successo un po’ come per le persone a cui vogliamo bene, ci accorgiamo che sono insostituibili proprio quando vengono a mancare. Il 16 settembre perchè non raccogliere? Perchè non fare il primo succo di olive? Quello che sa di erba, quello che macchia di verde, quello che nell’oliva è ancora pochissimo, quello che ci fa invitare gli amici per una cena diversa, quello che ci fa criticare dagli esperti, quello che solo poche aziende per scelta possono fare. Non vogliamo sempre fare quello che dicono le regole della qualità. Vogliamo che se ne parli. Vogliamo che si parli di territorio, di varietà e di chi ha il coraggio di metterci la faccia portandosi dietro l’immagine di tutti gli altri olivicoltori. Vogliamo che mentre si raccoglie ancora uva e si parla di qualità presunta del vino, anche l’olio si conquisti le pagine di un giornale o il piatto di qualche chef, magari senza stelle, ma che faccia risplendere il verde del nostro preziosissimo olio.

Nostro vuole significare di tutti quelli che lo consumano con conoscenza, con il gusto, con la fiducia verso chi fa questo mestiere e mai oserebbe ingannare chi rappresenta l’economia dell’azienda. Nostro vuole significare quello che numerosi olivicoltori producono per passione, per professione, perché amano la terra, perché credono ancora che l’olivo appartiene all’Italia.

olivi canaleSe la vendemmia tardiva in passato incuriosì il mondo non vedo perché oggi una raccolta precoce non possa aumentare il piacere dell’attesa del momento giusto. I miei in bocca al lupo a Pietro ed Elisabetta, due giovani olivicoltori che insieme alla sua famiglia hanno sfidato le regole e che nel loro frantoio oggi hanno cominciato la molitura delle prime olive raccolte. E complimenti alla loro azienda che, da molte generazioni, custodisce migliaia di esemplari di piante di olivo accompagnandole alla produzione con grande rispetto e professionalità. Piante di Moraiolo coltivate con sistemi biologici sulle colline che da Foligno portano nell’altipiano di Colfiorito, adornano le più belle colline umbre dando forza e bellezza ad un paesaggio tanto suggestivo quanto rappresentativo della bella Umbria.

Ma il mio in bocca al lupo va anche a tutti gli altri olivicoltori umbri e del resto d’Italia. Va a tutti i frantoiani, gli operai che presto cominceranno a stendere teli e a guidare scuotitori. Alle scuole di agricoltura che con sapere e passione stanno coinvolgendo sempre più ragazzi nel settore agricolo. Va a tutte le organizzazioni professionali, che spesso, erroneamente, rappresentano il capro espiatorio di tante sventure, e che invece stanno lavorando quotidianamente al fianco dei produttori. Infine ringrazio, a nome di quasi tutti gli olivicoltori, i colleghi che in tutta la regione stanno lavorando con diligenza e competenza, collaborando con il “servizio fitosanitario della Regione” per un’olivicoltura migliore. Grazie a chi ha creduto nell’olio e ne ha fatto un mestiere facendo da ponte tra i produttori e i consumatori. Grazie ai comunicatori, quelli che con serietà ed obiettività sanno parlare di olio.

E se ad Expo in questi giorni si è premiato l’assaggiatore di olio più bravo io spero che ad essere premiati ora saranno i consumatori, che ancora una volta potranno “vivere esperienze olfattive” e “gustare” gli oli che in tutta Italia si produrranno.

 

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