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Il grande ritorno della castagna umbra. Battuto il Cinipide, è l’anno della ripresa

Il grande ritorno della castagna umbra. Battuto il Cinipide, è l’anno della ripresa

Autunno: finalmente una scorpacciata di castagne. In Umbria, dopo quattro anni di lotte al Cinipide Galligeno del Castagno, parassita che ha messo in ginocchio i nostri castagneti, il 2015 sarà una stagione speciale. Ma quali sono le varietà regionali, le caratteristiche nutrizionali? E come viene coltivato il castagno da frutto? Vi proponiamo un compendio sulla regina dell’autunno in Umbria (in marcia verso l’Igp), che arriva dall’Ufficio tecnico del Consorzio dei Produttori della Castagna Umbra (Co.P.Ca.U).

 

di Giacomo Ottaviani, perito agrario di Landscape Office Engineering

Il Castagno

castagnetoLe varietà e gli ecotipi di castagno conosciute sono diverse, ma quelli coltivati in Europa ed in Umbria appartengono quasi esclusivamente alla specie Castanea sativa. In Umbria gli ecotipi che si possono ritrovare sono il marrone Corposano, marrone di Città di Castello, marrone della Vallocchia, marrone Gentile di Vallocchia, marrone di Pompagnano, marrone di Montebibico, marrone di Valle S. Martino, marrone di, castagna di Manciano, marrone di Santa Restituta, marrone di Stroncone, marrone di Miranda. Le prime due sono tipiche della zona settentrionale della regione, mentre le altre hanno il loro habitat naturale nella zona Sud; per l’esattezza i marroni della Vallocchia, Gentile di Vallocchia, di Pompagnano, di Valle S. Martino, di Montebibico e di Casteldelmonte sono originarie della zona dello Spoletino, la castagna di Manciano è di Trevi, mentre le altre (Marrone di Stroncone, di Miranda, di Santa Restituta) sono originarie della zona del Ternano.

Caratteristiche nutrizionali della castagna

La castagna è un frutto farinoso che, per le sue caratteristiche nutrizionali, si colloca tra la frutta fresca a polpa e quella secca ed oleosa. Può essere consumata fresca, secca, lessata, arrostita o sotto forma di farina: ovviamente, a seconda dei casi, il contenuto dei suoi componenti varia considerevolmente. La castagna, anche in Italia, ha rappresentato, fino a pochi decenni orsono, la principale fonte di sostentamento delle popolazioni di molte zone montane, non solo per il suo elevato valore energetico, ma anche per il suo apporto in principi alimentari e nutrienti. La castagna rappresenta un frutto decisamente atipico, a causa del suo elevato contenuto in carboidrati complessi (amido), ma anche per quello in proteine ed in lipidi che, seppure più modesti, sono pur sempre di rilievo se si tiene conto la sua appartenenza al mondo vegetale. Buono è anche il contenuto in fibra alimentare.

castagnetoTra i minerali, il potassio è quello presente in maggiore quantità, seguito dal fosforo, dal magnesio, dal calcio, dal ferro e dal rame. Tra le vitamine, la niacina e la riboflavina risultano quelle più rappresentative. L’apporto calorico della castagna è piuttosto elevato. Il contenuto di tutti questi componenti può, comunque, essere abbastanza disomogeneo a seconda delle varietà. La castagna, per la coltivazione biologica che la contraddistingue, per l’apporto di sostanze biologicamente attive, per le sue caratteristiche salutistiche (pochi grassi, niente colesterolo, basso contenuto di sodio ed elevato di potassio), sta riassumendo un ruolo sempre più importante sia dal punto di vista nutrizionale che di riscoperta della tradizione, sempre più apprezzati da parte del consumatore, per il soddisfacimento delle proprie esigenze.

La coltivazione del castagno da frutto in Umbria

Il castagno viene coltivato in Umbria quasi esclusivamente secondo i metodi dell’agricoltura biologica. Il settore castanicolo è stato colpito negli ultimi anni dal Cinipide Galligeno del Castagno (Dryocosmus kuriphilus Yatsumatsu) che ha causato ingenti danni alle piante, riducendone notevolmente la produttività fino ad azzerarla nella scorsa stagione. La lotta a tale insetto è stata effettuata, da quattro anni, con il metodo biologico, ossia attraverso l’introduzione nei castagneti del Torymus sinensis, parassitoide antagonista naturale del cinipide. I lanci di tali insetti, che risultano essere molto costosi, sono stati effettuati per la maggior parte dalla Regione dell’Umbria, attraverso il Servizio Fitopatologico Regionale, e integrati da soggetti privati quali appunto il Consorzio.

La Regione dell’Umbria ha inoltre costituito nel 2012, presso un castagneto sito nello Spoletino, un centro di moltiplicazione per la produzione di Torymus sinensis.v La produzione di marroni in condizioni di normalità può raggiungere i 20 quintali ad ettaro, ma come precedentemente detto, nella scorsa stagione la produzione è stata pari a zero. In quest’annata si stanno vedendo i risultati di tali interventi, nei castagneti si nota una decisa ripresa vegetativa e una produzione che si ipotizza possa raggiungere il 50-60% di quella ottenibile nella normalità.

Il Consorzio

CastagnetoIl Consorzio dei Produttori della Castagna Umbra (Co.P.Ca.U) nasce a Spoleto nel 2003 per iniziativa di un gruppo di produttori di castagne dei comprensori dello Spoletino, Valnerina e Ternano, sostenuti e incoraggiati dagli enti montani competenti per territorio, che sono entrati a far parte del Consorzio stesso. Obiettivo del Consorzio è difendere e tutelare la produzione, la trasformazione e la commercializzazione delle castagne coltivate in Umbria, facendosi carico di rappresentare tutti i territori castanicoli dell’Umbria. Altro obiettivo del Consorzio è ottenere il riconoscimento come Igp, a tale scopo sta predisponendo l’intera documentazione che verrà presentata nei primi mesi del 2016.

Il consorzio conta circa 50 iscritti e rappresenta una superficie investita a castagneto da frutto pari a circa 150 ettari. L’attuale presidente è Alberto Cretoni, il vice-presidente Marcello Moriconi; mentre il consiglio direttivo è composto da 11 membri, tra cui il segretario Gabriele Celesti. L’ufficio tecnico è rappresentato dallo studio Landscape Office Engineering srl (tel. 0743252007 mail: infospoleto@landscapeoffice.it).

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